“Gli immigrati non sono la soluzione”

10/06/2002

9 giugno 2002

Pagina 9 – Economia
 
 
Il ministro dell´Economia: non sono loro a raddrizzare le curve demografiche e previdenziali. Sui conti pubblici manterremo gli impegni
"Gli immigrati non sono la soluzione"

Tremonti: mossa vincente la liberalizzazione dell´età pensionabile
          "Stiamo impostando una Finanziaria che sarà certamente di rigore ma anche di sviluppo. Dal 2003 via alla riforma fiscale"
          DAL NOSTRO INVIATO
          SALVATORE TROPEA

SANTA MARGHERITA LIGURE – «Non ci sono immigrati che arrivano per riempire le culle e raddrizzare la curva pensionistica. Al massimo possono dare un contributo significativo ma non decisivo». Giulio Tremonti getta acqua sul fuoco delle illusioni e invita a guardare con realismo al «drammatico problema dell´emigrazione», abbandonando la strada delle «formule salvifiche» e sgombrando il campo da «quelle leggende positive o negative» alimentate da chi immagina che gli immigrati possano risolvere la questione della mancanza di braccia in un paese come il nostro che non fa più figli o che aiutino ad assicurare la pensione a chi immigrato non è.
E´ curioso notare come, per difendere la legge Bossi-Fini, il ministro dell´Economia abbia scelto l´annuale convegno dei giovani industriali di Santa Margherita che, almeno stando alla relazione del presidente Anna Maria Artoni, non aveva mostrato di apprezzare quella legge, anzi l´aveva criticata e smontata nelle linee essenziali. «Gli immigrati» ha sottolineato un Tremonti controcorrente rispetto ai padroni di casa «sono abbastanza anziani anche loro, con un´età media di oltre trent´anni, hanno difficoltà a fare figli per problemi di integrazione o di ricongiungimento delle famiglie. E inoltre, dal punto di vista pensionistico, hanno il difetto di volere anche loro una pensione». Insomma gli immigrati non vengono in Italia per salvare le nostre pensioni ma spinti dal bisogno e a questo bisogno, secondo Tremonti, si può rispondere diversamente. Come? «Sicuramente non col provvedimento giacobino e autoritario della Tobin-Tax nato per mettere sabbia negli ingranaggi finanziari, ma con la De Tax o A-Tax ovvero l´esclusione da imposta diretta e Iva dell´1 per cento delle transazioni commerciale sul presupposto che il commerciante o imprenditore si associ a un´iniziativa no-profit liberamente scelta».
Quanto al problema previdenziale la mossa vincente, per Tremonti, è la liberalizzazione dell´età pensionabile. Parlando a Vicenza, ancor prima di venire in Liguria, il ministro dell´Economia, s´era detto convinto che «gli incentivi danno a chi resta un aumento salariale mai avuto così alto nella storia della sua attività». «E´ la formula suggerita in Europa per la riforma delle pensioni» aveva ricordato. «Il vertice di Barcellona ha mantenuto il meccanismo degli incentivi alla permanenza degli anziani al lavoro. Non importa come purchè restino. Non è detto che la permanenza debba essere prodotta necessariamente dal bastone, può essere utile anche la carota». Le manovre pensionistiche e fiscali («la riforma fiscale del governo è moderna, semplice, giusta e – cosa divertente – un´imposta simile fu proposta dal ministro Visco») sono state collocate da Tremonti in un´Italia che «sta pedalando bene» e che non intende perdere il treno della ripresa. «L´europa sostiene che questa ripresa arriverà nella seconda metà dell´anno, noi vediamo in Italia molti dati buoni» ha assicurato. «Perciò manterremo fede a tutti gli impegni europei. Stiamo impostando una finanziaria che sarà certamente di rigore ma anche di sviluppo e dall´anno prossimo avrà inizio la prima parte della riforma fiscale».