Gli hard discount spingono le vendite

24/03/2006
    venerd� 24 marzo 2006

    pagina 10 -Economia e Politica

      Gli hard discount spingono le vendite

        Volano le vendite negli hard discount, confermando che sono sempre le vendite di prodotti alimentari a spingere i consumi, che in ogni caso restano sempre piuttosto fiacchi. Secondo l’Istat, infatti, a gennaio l’indice del valore delle vendite al dettaglio � salito a 96,9 (base 2.000=100) con un aumento del 2% rispetto allo stesso mese del 2005, con gli alimentari che salgono del 2,4% e i non food dell’1,7%. Rispetto al mese precedente la variazione complessiva � stata invece pari a +0,1% con i non alimentari completamente fermi e gli alimentari in crescita dello 0,3%.

          Il risultato positivo di gennaio, anche se l’aumento delle vendite appare debole, � il sesto consecutivo. Dunque gli affari delle imprese commerciali stanno lentamente risalendo la china, ma come accennato sono gli alimentari a sostenere gli affari del commercio e inoltre � sempre la grande distribuzione a realizzare gli incrementi pi� consistenti, a gennaio la crescita � stata del 2,7%, mentre i piccoli esercenti hanno visto una crescita delle vendite limitata all’1,4%.

            Nella gdo, secondo l’Istat, sono stati rilevati risultati simili sia nella vendita di prodotti alimentari (+2,7%) sia tra quelli non alimentari (+2,5%), mentre nella piccola distribuzione il non food (+1,6%) cresce decisamente pi� degli alimentari (+0,9%). In particolare, all’interno della gdo, di cui vengono forniti i dati disaggregati, i punti vendita che hanno registrato gli aumenti maggiori sono stati gli hard discount (+7,9%), seguiti a distanza dagli ipermercati (+2,6%), dai grandi magazzini e i negozi specializzati (entrambi +2,3%). Chiudono la graduatoria i supermercati con +1,9%.

              Dall’analisi per gruppi di prodotto, sempre a gennaio, le crescite pi� rilevanti arrivano dai prodotti farmaceutici (+3,7%), dalla foto-ottica e pellicole (+2,4%) e dalla cartoleria, libri, giornali e riviste (+2,3%), mentre aumenti sotto il punto percentuale sono stati riscontrati nei mobili, articoli tessili, arredamento (+0,7%), nei giochi, giocattoli, sport e campeggio e negli altri prodotti (entrambi +0,9%).

                Quanto all’andamento delle vendite a livello territoriale, i maggiori incrementi delle vendite sono stati rilevati nel Centro (+2,5%) e nel Meridione (+2,2%), buone performance dovute in particolare all’aumento delle vendite di prodotti alimentari. Seguono il Nordest (+1,8%) e il Nordovest (+1,7%). Da notare, infine, che a fronte di un numero medio di giorni di apertura delle imprese commerciali pari a 24,8, la grande distribuzione � rimasta aperta per 25,6 giorni e la piccola per 24,4.

                  Secondo il presidente della Confesercenti, Marco Venturi, �la crescente sfiducia e il dilagare della grande distribuzione continuano a produrre i loro effetti distruttivi su centinaia di migliaia di piccole imprese. Ancora una volta’, afferma in una nota, �l’Istat � costretta a fotografare lo stato di difficolt� in cui versano le piccole imprese, costrette a pagare il conto salatissimo del clima di sfiducia e del conseguente calo dei consumi, oltre all’aumento di tasse, tariffe locali e costi di gestione. L’auspicio � che il prossimo governo sappia recepire il grido d’allarme che da anni, mese dopo mese, andiamo lanciando a ogni pubblicazione dei dati sulle vendite, affinch� si adottino le misure necessarie a restituire fiducia al paese e a rilanciare i consumi per fermare la moria di aziende e la desertificazione dei centri urbani’. (riproduzione riservata)