Gli assegni futuri tagliati del 30%

20/10/2003



  Economia e lavoro




19.10.2003
le nuove regole
Gli assegni futuri
tagliati del 30%

MILANO Se andasse in porto la nuova riforma delle pensioni
che aumenta gli anni di contribuzione a 40, i futuri pensionati,
cioè i giovani lavoratori di oggi, prenderanno un assegno previdenziale ridotto del 30% rispetto ai loro padri.
Questo lo scenario che ci aspetta nel passaggio dal sistema
retributivo a quello contributivo, così come fotografato dalla Cgia, l’assoziazione artigiani di Mestre. Ma la situazione non cambia molto nemmeno con l’attuale legge previdenziale, cioà la legge Dini entratta in vigore nel 1995: secondo la Cgia, il "popolo dei capelli grigi", come vengono definiti i futuri pensionati, a causa della riforma Dini avrà
una mensilità, rispetto ai pensionati attuali, inferiore di un terzo per chi lascerà il lavoro a 57 anni e dell’11% in meno se si fermerà a 65 anni. Per entrambi i casi secondo la Cgia i lavoratori dovranno aver maturato comunque almeno 40 anni di contributi considerata la nuova riforma in discussione in questi giorni che pone questo limite a partire dal 2008.
Il metodo di analisi utilizzato dalla Cgia – tra l’altro – mette a confronto padre e figlio nell’ambito dello stesso lavoro, pari retribuzione annua e analogo periodo di attività con l’unica differenza che per i più giovani ci si è basati sul sistema contributivo mentre per gli altri su quello retributivo. Tra i casi presi in esame c’è il pensionamento a 65 anni con 40 annualità di contributi. L’operaio (padre) che percepisce 20 mila euro lordi all’anno riceverà 1.294,44
euro mensili di pensione lorda. Da parte sua il figlio, con il sistema contributivo, raggiungerà la quota lorda di 1.156,56 euro con un differenziale, in negativo, di 137,88 euro pari appunto all’11% in meno; una differenza che per gli impiegati si stabilizza intorno ai 206 euro con una retribuzione lorda annua stimata di 30mila euro.
Nel secondo caso, 57 anni di età e 40 di contribuzione padre e figlio operai con 20 mila euro di retribuzione annua, la differenza sarà intorno ai 400 euro (la mensilità del padre è di 1294,44 euro a fronte di quella del figlio di 889,66 euro). Una differenza che sale a 607,15 euro per gli impiegati, sempre con 30 mila euro di retribuzione lorda annua, ma che in termini di percentuale è uguale a quella degli operai.