Gli animalisti alla Coop: barbarie la macellazione halal

22/02/2010

La replica dell’azienda: vitelli storditi prima

ROMA — Febbraio di tormento animalista: dopo il gatto secondo Bigazzi, ecco il vitello «halal», macellato con rito coranico, riempire i frigoriferi di un’Ipercoop romana ( nella foto le commesse con il velo).
Un unico taglio di trachea, esofago e giugulare secondo le prescrizioni islamiche: la cotoletta «halal» nei giorni scorsi ha suscitato l’indignazione dell’Enpa. «Non c’aspettavamo questo da un’impresa solitamente attenta all’ambiente come la Coop, la macellazione halal è un metodo atroce per gli animali», ha detto la presidente Carla Rocchi.
La carne «halal» dedicata a una fetta di mercato non più di nicchia — i dati Caritas parlano di 56 mila musulmani a Roma — desta polemiche su blog e forum online: «Provo orrore per la macellazione a norma, figurarsi per questa barbarie!» (Barbara). «Macelliamo secondo la nostra religione. Chi non vuole non mangia halal» (Nabil).
Da ieri, poi, al dibattito on line, s’è aggiunta la polemica cartacea (e politica). In un articolo comparso su La Padania si legge che clienti e cittadini «indignati della scelta commerciale della cooperativa» avrebbero inondato la direzione (Unicoop Tirreno) di lettere di protesta. Lettere anche in redazione, dice il quotidiano leghista: «Per affermare come il Paese stia ormai regredendo».
Chiusi per la Quaresima, gli scaffali di via Casilina riapriranno oggi. La Unicoop Tirreno non nasconde l’imbarazzo per la polemica che monta proprio mentre ci si appresta a inaugurare un nuovo reparto «halal» a Livorno. L’impresa ha diffuso ora i termini dell’accordo con i suoi fornitori di Ravenna: «Le bestie vengono stordite prima dell’incisione». Una sorta di anestesia che la Lav non sconfessa: «Coop ha concordato con i delegati delle Comunità islamiche uno stordimento preventivo di tipo elettrico che permette la dicitura halal anche se derivante da animale stordito». Replica della presidente Enpa Carla Rocchi: «Se è così accogliamo la deroga. Ma un’associazione per la tutela degli animali non può che spendersi per evitare almeno la sofferenza agli animali». Su Minareti.it, sito della comunità coinvolta dalla Coop per «l’esperimento pilota», scrive Moustafa Toumi: «Nell’Islam molti versetti tutelano gli animali: in un detto del Profeta si racconta di una donna finita all’Inferno per non aver dato da bere e mangiare al suo animale domestico».