Gli «amici commercianti» fischiano Guazzaloca

26/11/2002

          26 novembre 2002

          Gli «amici commercianti» fischiano Guazzaloca
          Traffico, bilancio, degrado. A contestare il sindaco di Bologna ormai anche gli antichi alleati

          Andrea Carugati

          BOLOGNA Parlare di “luna di miele” finita tra Guazzaloca e i bolognesi forse non è esatto, dato che il sindaco è in carica da oltre tre anni. Però va detto che in questi ultimi giorni a Guazzaloca non ne va dritta una: sabato, alla Prima del
          teatro Comunale, oltre 300 persone lo hanno contestato per il degrado della
          zona universitaria. Ieri è toccato a una delegazione degli oltre 4000 dipendenti
          comunali, che da mesi lottano per il rinnovo del contratto: per parlare con il
          primo cittadino hanno dovuto raggiungerlo in un bar di piazza Maggiore, dove
          il sindaco si intratteneva proprio durante i lavori del consiglio comunale. Lui si
          è limitato ad ascoltare le proteste di una delegata Cgil, poi ha chiesto: «Ha finito la sua rappresentazione?». E se n’è andato.
          Pochi minuti dopo un’altra doccia fredda: a palazzo d’Accursio la maggioranza è stata sconfitta sul documento di assestamento di bilancio, a causa della presenza in aula di soli 10 consiglieri. E tuttavia l’episodio più significativo, che dà il segno di un’inversione di tendenza, è la contestazione davanti al teatro. I protagonisti, infatti, sono stati soprattutto commercianti, lo “zoccolo duro” – socialmente parlando – degli elettori di Guazzaloca.
          Sono stati loro, insieme ai residenti della zona, a organizzare una manifestazione con l’obiettivo di consegnare al sindaco una petizione
          con oltre 2800 firme, in cui si chiede di far rispettare l’ordinanza emanata il 28 giugno del 2001 con lo scopo di limitare il bivacco e il degrado delle strade
          della zona. Che, stando ai racconti dei cittadini esasperati, si sono trasformate
          in una «fogna», un «orinatoio a cielo aperto», fatto di spaccio, molestie e insulti ai passanti, rumori ed escrementi sul portico e davanti ai portoni. Una
          situazione difficile, sempre in peggioramento, nonostante le ripetute affermazioni del sindaco sull’efficacia dell’ordinanza detta, appunto, “antibivacco”.
          «Venga qui la sera, il sindaco, quando non c’è la Prima del teatro, e veda com’è piazza Verdi: le nostre signore hanno paura ad uscire di casa» protesta Giuseppe Sisti, uno dei promotori della manifestazione.
          Un altro leit motiv della protesta – costretta dietro le transenne e sorvegliata
          da un numero spropositato di agenti – era appunto la delusione verso
          Guazzaloca: «L’abbiamo votato per la sicurezza – dicevano -. Ma ci ha tradito e non lo voteremo più». Il sindaco, come suo stile, non è neppure passato a scambiare qualche parola con i manifestanti, ed è entrato alla chetichella nel teatro, scortato dall’amico Pierferdinando Casini. Solo il vice Giovanni Salizzoni (ormai designato come parafulmine per tutte le “grane”) si è fermato qualche istante, ma accolto con grande freddezza perché i manifestanti non volevano un supplente. Eppure il tema è sul tappeto e la brutta figura davvero difficile da rimediare, per uno che si è presentato facendo della sicurezza – e del relativo assessorato – un pilastro della sua campagna elettorale. Ma proprio la sicurezza è stata, fin dall’inizio, il principale tallone d’Achille di questo sindaco. Il primo assessore era un ex poliziotto law and order, dimissionato perché si era fatto una società di consulenza in tema di sicurezza, risultando imbarazzante anche per il resto della maggioranza.
          L’attuale titolare dell’assessorato, invece, è un piccolo editore, Gianni Monduzzi, detto ironicamente “Quello della notte” per la sua familiarità con i ritrovi mondani, e noto alla città per aver scritto un libro dal titolo «Della donna non si butta via niente». Un uomo definito dai manifestanti più benevoli «un incapace», e sempre sotto tiro anche da parte di Alleanza Nazionale, ben conscia della sua assoluta inefficacia. Uno che, tanto per dire, alle critiche risponde sempre scaricando le responsabilità sulle forze dell’ordine. Tanto da sollevare varie domande su quale siano, allora, le ragioni che giustificano il suo stesso assessorato e lo stipendio che percepisce. Ma tant’è. Dopo la storica vittoria di Guazzaloca molti pensavano ad un cambiamento di Bologna in due direzioni: traffico impazzito con le auto anche in piazza Maggiore e una città blindata come New York nel vecchio film di John Carpenter.
          Ebbene: dopo oltre tre anni solo il primo dei due scenari si è realizzato,
          mentre sul fronte del degrado le cose sono andata via via peggiorando.
          Ora Guazzaloca si trova a fare i conti con le promesse mancate.
          E con la rivolta di quei commercianti che tanto avevano creduto in lui. «Le elezioni si cominciano a perdere così – commenta una di loro -. Prima o poi il sindaco dovrà passare dalle urne e quella sarà la resa dei conti».