Gli alberghi perdono clienti e occupati

11/04/2003

            venerdì 11 aprile 2003

            Entro il 2003 il settore rischia un calo di 7 miliardi di euro (meno 10%) e di ridurre drasticamente i dipendenti
            Gli alberghi perdono clienti e occupati

            Luigina Venturelli

            MILANO Nei primi tre mesi del 2003
            alberghi e ristoranti hanno perso almeno
            un miliardo di euro e rinunciato
            a circa 17mila assunzioni. Il presidente
            della Federalberghi-Confturismo,
            Bernabò Bocca, lancia l’allarme
            disoccupazione nel settore. I dati
            emergono da una indagine svolta dalla
            federazione con l’istituto Cirm.
            «Prima dello scoppio della guerra – ha
            dichiarato Bocca – avevamo chiesto
            agli italiani cosa intendevano fare a
            Pasqua ed oltre 10 milioni di persone
            si erano dette pronte a partire».
            Il presidente ha sottolineato che con il
            conflitto ancora in corso, «gli entusiasmi
            si sono raffreddati non però al punto
            da subìre un tracollo». Saranno infatti
            poco più di 7 milioni gli italiani in
            vacanza a Pasqua, come avvenne nel
            2002, dopo l’11 settembre.
            «Potremmo rischiare a fine 2003
            - calcola Bocca – di registrare una flessione
            del fatturato annuo del 10%
            con una perdita di 7 miliardi di euro
            ed una riduzione di oltre 100mila contratti
            di assunzione tra i due milioni
            di occupati che lavorano nel settore».
            Per far fronte a questa situazione il
            presidente della Federalberghi chiede
            misure urgenti al governo. Tra cui la
            costituzione di un tavolo di monitoraggio;
            interventi di sostegno alle imprese a
            salvaguardia dei livelli occupazionali;
            politiche promozionali e di
            incentivazione sui nuovi mercati; misure
            in materia di Iva.
            La voglia di vacanza degli italiani
            sembra comunque resistere agli avvenimenti.
            Il giro d’affari, prodotto dalla
            clientela italiana tra Pasqua ed i
            Ponti del 25 aprile e del 1° maggio, si
            stima in 8,9 miliardi di euro per il
            2003, contro gli 8,6 miliardi dello stesso
            periodo del 2002.
            Il giro d’affari previsto per le vacanze
            pasquali è stimabile in circa 4,7
            miliardi di euro, rispetto ai 4,5 miliardi
            del 2002. Il 15,4% della popolazione
            (7,3 milioni di persone circa) dichiara
            di aver preventivato una vacan-
            za per le prossime festività. L’85% ha
            scelto l’Italia contro il 13% che invece
            andrà all’estero. Per chi si fermerà nel
            Belpaese, il mare si conferma la località
            con maggior appeal (41% preferenze),
            seguito dalla montagna (29%), e
            dalle città d’arte (14%). Fra gli esterofili
            non si va comunque molto lontano:
            il 48% rivela di avere come meta
            una grande capitale europea, mentre
            il 27% opterà per il mare oltre confine.
            Quanto agli stranieri, da un’inchiesta
            svolta da Federalberghi il
            50,9% indica scarse le prenotazioni, il
            20% registra prenotazioni nulle ed un
            altro 20% indica di aver subito delle
            disdette.