Gli alberghi continuano a soffrire

18/05/2005
    mercoledì 18 maggio 2005

      pagina 15 Turismo

        Secondo l’Aica, quadrimestre in calo del 2,5%. Jorio: le catene hanno resistito meglio alla crisi.

        Gli alberghi continuano a soffrire
        Soltanto la capitale con il segno più

        Il mercato alberghiero italiano continua a viaggiare con il segno meno. Unica eccezione Roma, grazie all’andamento favorevole dei flussi turistici. I dati resi noti dall’Aica (l’associazione che riunisce le catene alberghiere, aderente a Federturismo-Confindustria) parlano di un quadrimestre gennaio-aprile con volumi in flessione del 2,5% e prezzi in lieve calo. Una congiuntura sfavorevole, che fa seguito a quella già registrata nell’ultimo trimestre 2004.

        Per quanto riguarda la domanda interna, Aica ha sottolineato lo scarso reddito disponibile per le famiglie e la limitata propensione alla spesa da parte delle imprese. Sul fronte del turismo estero, l’associazione ha rilevato ´i limiti del nostro sistema turismo, in termini di promozione e di capacità di organizzare un’offerta coerente con le esigenze del mercato’.

        In controtendenza le strutture della capitale, dove gli alberghi hanno messo a segno un incremento dell’8% nei volumi e di cinque punti percentuali nei prezzi. A favorire il trend sono stati soprattutto i flussi di turisti stranieri, che hanno preferito le strutture a cinque stelle.

        Renzo Jorio, presidente di Aica, ha sottolineato la necessità di ´interventi concreti, strutturali e immediati. Se si pensa di risolvere le problematiche del nostro settore’, ha aggiunto, ´limitandosi a trasformare l’Enit in una agenzia, senza incidere e porre chiarezza nel farraginoso quadro istituzionale attuale, non credo che le prospettive possano essere molto rosee. Identiche considerazioni valgono sul fronte degli operatori: non si vive di rendite di posizione e se non si investe nelle strutture, nei clienti, nelle risorse umane, le prospettive (come in qualunque impresa) non ci sono proprio’.

        Secondo Jorio, il motivo per cui le catene alberghiere, pur con dati negativi, hanno fatto meglio delle altre strutture ricettive, dipende dal fatto che ´resistono meglio le imprese che sopperiscono alla dispersione del sistema paese con distribuzione e promozione diretta sui mercati, che fanno rete e che operano con marchi in grado di assicurare al cliente un rapporto servizi-prezzo trasparente e chiaro’.