Gli alberghi contengono la crisi

08/03/2006
    mercoled� 8 marzo 2006

    Pagina 20 – Turismo

      Gli alberghi contengono la crisi

        Bocca: abbiamo resistito nonostante il mancato sostegno del governo. Presenze gi� dello 0,3% nel 2005 ma crescono gli stranieri

          di Luca Simeoni

            Gli hotel italiani, nonostante la congiuntura negativa, hanno fatto segnare nel 2005 una sostanziale tenuta. Anche senza le attenzioni del governo, a lungo sollecitate, l’industria alberghiera ha archiviato l’anno con una flessione dello 0,3%, recuperando bacini di traffico come quello tedesco. �Abbiamo risposto colpo su colpo e abbiamo resistito a mille intemperie, pur in assenza di un tangibile sostegno da parte del governo italiano e dell’Unione europea’, ha commentato il presidente di Federalberghi-Confturismo, Bernab� Bocca, nella sua relazione alla 56a assemblea della federazione svoltasi ieri a Roma nella sede di Confcommercio. �I dati del nostro osservatorio segnalano, a conti fatti, un punto di svolta rispetto ai dati negativi che avevamo cominciato a raccogliere dopo il fatidico 11 settembre 2001. Ora dobbiamo lavorare per tornare a crescere sul serio’.

              Nei 33.518 alberghi italiani sono state registrate 233 milioni di presenze complessive (-0,3% rispetto al 2004). La domanda dei clienti italiani � stata di 135,3 milioni di presenze (-1%) e quella dei clienti stranieri � stata di 97,9 milioni di presenze (+ 0,8%). Nonostante i segnali negativi, il turismo italiano occupa ancora il quarto posto nella graduatoria mondiale degli ultimi 11 anni. La domanda italiana dal 1995 al 2005 � aumentata del 9,5% con un incremento medio annuo di poco inferiore all’1%; la domanda straniera � cresciuta nello stesso periodo del 15,8% con un incremento medio annuo pari all’1,6%. La domanda complessiva � salita dell’11,1% con un incremento annuo dell’1,2%. A sorridere di pi� sono stati gli albergatori del prodotto laghi (+1%) e delle citt� d’affari (+0,8%), mentre l’hotellerie che ha sofferto maggiormente � stata quella del prodotto montagna e terme (rispettivamente -3 e -1%).

                Quanto ad arrivi e presenze dall’estero, l’osservatorio Federalberghi ha certificato un buon aumento dal Belgio (+17%) e dalla Svizzera (+7%), mentre dagli Usa e dal Giappone si sono avuti gli incrementi pi� lievi, sotto l’1%, ma comunque significativi per l’inversione di tendenza rispetto all’impasse degli ultimi anni. Decisamente incoraggiante il pur minimo +0,2% della Germania. (riproduzione riservata)