Gli Agnelli vendono il 25% di Sifalberghi

15/09/2003

      sabato 13 settembre 2003

      Ifi e Ifil chiudono il primo semestre in perdita a causa della Fiat, gli amministratori sono fiduciosi in una ripresa del gruppo nella seconda parte dell’anno e nel 2004
      La cassaforte è in rosso, gli Agnelli vendono il 25% di Sifalberghi

      MILANO I conti del primo semestre di Ifil e Ifi, le due finanziarie controllate dalla famiglia Agnelli, sono ancora in rosso, ma già si vedono segnali positivi «grazie agli sforzi messi in atto per il rilancio della Fiat».
      L’Ifil, la nuova holding operativa del gruppo dopo il riassetto varato nel mese di aprile, prevede di chiudere il 2003 con l’utile della capogruppo (il 2002 presentava una perdita di 516 milioni) e intanto incassa una significativa plusvalenza di 23,1 milioni (25,1 a livello consolidato) dalla vendita del 25% di Sifalberghi ad Accor al prezzo di 32 milioni. Intanto l’Ifi, grazie anche all’ottimo risultato dell’aumento di capitale, riduce l’indebitamento netto, pari a 287,2 milioni al 31 agosto contro i 436,4 milioni di fine giugno.
      Per l’Ifil, presieduta da Gianluigi Gabetti, il semestre si è chiuso con un risultato consolidato negativo di 45 milioni contro un utile di 59 milioni del corrispondente periodo
      2002 che aveva beneficiato di significative plusvalenze su cessioni di partecipazioni realizzate dalla controllata Worms. L’intero esercizio 2002 presentava a livello consolidato una perdita di 367 milioni. Il patrimonio netto consolidato del gruppo Ifil risulta in crescita (dai 2.708,1 milioni del 31 dicembre 2002 ai 3.636 milioni del 30 giugno 2003), sostanzialmente per effetto del conferimento da parte di Ifi delle
      partecipazioni in Fiat, SanPaolo Imi, Juventus e Soiem nell’ambito del riassetto del gruppo. Migliora inoltre la posizione finanziaria netta consolidata del «Sistema holding»
      che, al 30 giugno 2003, presenta un saldo negativo di 419,1 milioni (era negativo di 484,1 milioni di euro al 31 dicembre 2002).
      Anche per l’Ifi, presieduta da Umberto Agnelli, il primo semestre presenta una perdita consolidata pari a 130 milioni di euro che deriva sostanzialmente dalla quota di pertinenza
      della perdita del gruppo Fiat nel primo trimestre (110,8 milioni).
      Nel corrispondente periodo del 2002 la perdita consolidata di Ifi era stata di 75 milioni.
      Il patrimonio netto del gruppo al 30 giugno 2003 ammonta a 1.848,8 milioni contro i
      2.026,2 milioni di fine 2002, con una diminuzione che deriva dal negativo risultato consolidato di gruppo e dalle differenze cambio contabili di conversione evidenziate da
      alcune partecipate. Il risultato netto del primo semestre dell’Ifi Spa è positivo per 13,8 milioni (72,5 milioni nel corrispondente periodo del 2002).
      Intanto dal 22 settembre sarà effettivo l’ingresso del titolo Ifil nel Midex, l’indice delle aziende quotate di media capitalizzazione: si tratta di un inserimento che dà maggiore
      visibilità presso i fondi e gli investitori istituzionali, ma conferma anche il raggiungimento di alcuni dei principali obiettivi previsti dal piano di riassetto del gruppo.