Giuliano Poletti al vertice di Legacoop

02/12/2002

            sabato 30 novembre 2002

            Oggi il congresso lo eleggerà presidente al posto di Ivano Barberini
            Giuliano Poletti al vertice di Legacoop
            «La nostra diversità è un valore aggiunto»

            MILANO Si chiude oggi il 36° congresso di Legaccop con la nomina a presidente di Giuliano Poletti, che succede a Ivano Barberini che lascia l’incarico dopo quasi sette anni.
            Giuliano Poletti, attualmente presidente dell’organizzazione regionale
            dell’Emilia Romagna, ha alle spalle una ventennale esperienza nel ovimento
            cooperativo. Una scalata iniziata negli anni ’80 e che, passo dopo passo, lo ha visto ricoprire sempre posizioni di vertice.
            Forte convinzione sulla attualità della formula cooperativa, il 51enne Poletti ha già in testa il suo disegno per la Legacoop di domani: la formula cooperativa – dice – consente di unire le forze e riuscire a superare, anche nella fasi cicliche di congiuntura sfavorevole, i momenti più difficili».
            «Del resto – aggiunge Poletti – abbiamo visto in questi anni forme societarie che sembravano molto più dinamiche ed economicamente efficienti; la finanziarizzazione che pareva essere una panacea produttrice di ricchezze senza limite ha, al contrario, mostrato oggi in molte circostanze la corda. La cooperazione al contrario – e sono i numeri a dirlo – mostra una maggiore tenuta e modernità, grazie alla capacità di accumulare patrimoni, rapporti di fiducia e solidarietà». Per quanto riguarda il futuro, Poletti sembra averlo già idealmente disegnato: «Dobbiamo lavorare e svilupparci – dice – salvaguardando la nostra identità, sapendo che questo rappresenta un pluscompetitivo», ma anche «esaltando le nostre eccellenze costituite dalle nostre imprese aggiormente capaci di competere a livello mondiale e soprattutto di dare risposte ai bisogni di migliaia di cittadini aderendo, nel contempo, alle pieghe del territorio e della società in modo da valorizzare anche le risorse locali».