Giù le entrate fiscali, debito pubblico record

15/09/2010


Bollettino Bankitalia. Ma Tremonti sdrammatizza: gettito in linea con le previsioni

ROMA – È ancora record per il debito pubblico che nel mese di luglio, secondo i dati di Bankitalia, è salito a 1.838,2 miliardi con un incremento dello 0,8 per cento rispetto al mese precedente e del 4,7 per cento nei confronti di dodici mesi prima. Continua anche il calo del gettito fiscale dove ieri sono piovuti in contemporanea i dati di Via Nazionale e quelli del ministero del Tesoro: per la Banca d´Italia il consuntivo dei primi sette mesi di quest´anno segna una riduzione del 3,4 per cento con entrate che si sono attestate a quota 210,3 miliardi, appena migliori i dati di Via XX Settembre che parla di un calo del gettito del 3,1 per cento con entrate a quota 218,3 miliardi. Un differenza minima dovuta ai diversi metodi adottati («cassa» Bankitalia, «competenza» Tesoro) che tuttavia non modifica di molto il risultato negativo che segnala come manchino all´appello dell´erario circa 7 miliardi.
Forte del fatto che il calo delle entrate sconta, fin dalle stime su cui sono sta impostati i conti pubblici, la pesante crisi economica che si è abbattuta sul paese con il conseguente calo del Pil (anche se il gettito dell´Iva sembra in ripresa con un aumento del 4 per cento), il ministro dell´Economia Tremonti ieri ha sdrammatizzato facendo sapere che le entrate sono «perfettamente in linea con le previsioni». Anzi ha rilanciato spiegando che, al netto delle una tantum nel 2010 (manca l´Ires incassata nel 2009), il calo delle entrate si sarebbe limitato all´1,3 per cento. Inoltre se si considerano enti territoriali, lotta all´evasione e poste correttive come le restituzioni di imposte, si arriverebbe addirittura ad un incremento del gettito dello 0,1 per cento sui sette mesi in questione.
Di fronte ai dati del ministero dell´Economia l´opposizione avanza scetticismo: Francesco Boccia del Pd parla di rischio «bancarotta» per il paese, mentre Pd e Api chiedono a Tremonti di riferire in Parlamento.
Oggi intanto il calendario prevederebbe la presentazione del nuovo Dpef, ora Sdfp, ovvero lo Schema di Decisione di Finanza Pubblica. La scadenza, fissata dal testo di riforma della Finanziaria non è tassativa e non è escluso che il varo della «Decisione» possa richiedere qualche giorno in più. In questa sede, oltre le linee guida della politica economica, il Tesoro dovrebbe fornire le nuove proiezioni macroeconomiche. Secondo quanto si apprende, si confermerebbe per il 2010 una crescita intorno all´1 per cento. Le ultime previsioni del governo risalgono a maggio quando con la Ruef, la relazione unificata sull´economia e la finanza, si attestò una crescita del Pil per il 2010 all´1 per cento. Sul tavolo la stima dell´Fmi dei giorni scorsi che prevede una crescita dello 0,9 per cento e quella della Ue che ha parlato di «ripresa moderata» portando la previsione per fine anno dal precedente 0,8 all´1,1 per cento. Più critica la situazione del prossimo anno sul quale bisognerà impostare la legge Finanziaria, seppure snella, dove per l´Italia la crescita stimata dall´Fmi sarà dell´1 per cento
Infine i salari che, complice l´appiattimento dei prezzi dovuto alla crisi, salgono sopra il livello dell´inflazione. Nel secondo trimestre di quest´anno le retribuzioni di fatto sono aumentate del 3,4 per cento su base annua, superando ampiamente l´asticella dei prezzi al consumo ferma, nello stesso periodo, all´1,5 per cento. Così, dopo i saliscendi degli ultimi due anni, il ritmo della crescita sembra in recupero: il rialzo tendenziale registrato dall´Istat tra marzo e giugno eguaglia quello dei primi tre mesi del 2010 e si conferma per la terza volta consecutiva sopra quota 3 per cento.