Giù inflazione e consumi

22/05/2003
         
        GIOVEDÌ, 22 MAGGIO 2003
         
        Pagina 10 – Economia
         
        Sul dato di maggio delle città campione pesa il ribasso di petrolio e dollaro. Billè: dato positivo ma si rischia la stagnazione
         
        Giù inflazione e consumi
        Prezzi in frenata: 2,6%. Fiducia ai minimi dal ’96
         
         
         
        Marzano: rallentamento destinato a durare. L´Isae: calano le intenzioni di acquisto di beni durevoli, giudizi negativi sui bilanci familiari
        Federconsumatori: rilevazioni non credibili. Visco: quest´anno carovita su del 3 per cento, serve un "assegno" a chi ha redditi minimi
         
        ELENA POLIDORI

        ROMA – Scende l´inflazione e calano i consumi. E così, se il carovita a maggio è scivolato al 2,6% su base annua (+0,2 il dato mensile) rispetto al 2,7 di aprile, l´indice Isae che calcola il clima di fiducia dei consumatori è crollato nello stesso mese al minimo dal 1996. I prezzi, secondo i dati delle città-campione, sono scesi nonostante i rincari degli alimentari e grazie al calo del prezzo del greggio e al supereuro. La fiducia è venuta meno perché gli intervistati hanno espresso timori sul proprio bilancio personale, sulla situazione economica della famiglia, sulle prospettive del mercato del lavoro e per questo non intendono acquistare beni durevoli.
        Entrambe i dati fanno discutere e sono fonte di polemica politica. Il primo non convince l´opposizione, i sindacati, le associazioni dei consumatori, io commercianti mentre com´è ovvio è difeso dal governo. Il ministro Antonio Marzano sostiene infatti che il calo dell´inflazione è «buono», continuerà nei prossimi mesi e a fine 2003 arriverà attorno al 2 o poco più. Ma l´ex ministro Vincenzo Visco ipotizza per quest´anno un carovita al 3%, ripropone l´idea di un «assegno» a chi ha redditi minimi e, d´intesa con altri leader Ds, lancia una campagna che suona così: «Papà, non correre come i prezzi». Cgil, Cisl e Uil guardano soprattutto al divario con l´Europa e chiedono di ridurre il differenziale con i partner. Le diverse associazioni dei consumatori, dopo le contestazioni dei mesi scorsi, ribadiscono oggi i loro dubbi sulla bontà delle rilevazioni definite «non convincenti». Preoccupata la Confcommercio: «Il risultato è positivo ma si rischia la stagnazione», dichiara il presidente Sergio Billè.
        Il secondo dato, quello sul calo dei consumi, parla da solo: i consumatori hanno paura, vedono buio, non spendono. In questi mesi s´è visto scorrere in tv lo spot di un signore con una borsa da shopping in mano a cui tutti dicevano "grazie", seguito dallo slogan: «Forse non ci hai mai pensato, ma sono proprio i tuoi acquisti che fanno girare l´economia. E se l´economia gira, ci guadagniamo tutti». Ma il dato Isae riporta il clima di fiducia ai livelli di sette anni fa. Ad aprile, per la verità, qualche timido rialzo c´era stato. Ma a maggio l´indice è tornato di nuovo sotto, addirittura ai livelli del 94 se si guarda il dato corretto dai cosiddetti valori erratici. «Il ribasso testimonia lo stato di depressione della nostra economia», sintetizza Roberto Pinza della Margherita. E la Confesercenti ricorda che la crisi dei consumi rappresenta la «principale zavorra» per la ripresa dell´economia. Secondo un suo sondaggio, il 63% degli italiani è oggi pessimista sulla situazione economica, definisce il momento attuale «negativo o molto negativo» cosa influenza le scelte dei consumatori.
        Giù l´inflazione e giù i consumi, perciò. L´ex ministro Pierluigi Bersani vuole vederci chiaro e suggerisce una sessione parlamentare speciale, dedicata al ciclo economico, al lavoro, ai prezzi e, appunto, ai consumi. «E´ quanto mai attuale. E´ tempo di far uscire i temi economici dalla zona d´ombra nella quale sono stati messi dal governo, affaccendato in tutt´altre questioni».