Giovedì l’esame per Parmatour

07/01/2004




      Martedí 06 Gennaio 2004

      Giovedì l’esame per Parmatour

      I vertici della società incontreranno il giudice fallimentare per valutare la situazione


      PARMA – Potrebbe avvenire giovedì mattina l’atteso incontro fra i vertici di Parmatour e il giudice fallimentare di Parma, per valutare insieme il futuro dell’azienda turistica («Il buco di Parmatour è impressionanate, è più grande del previsto» hanno commentato ieri alcuni inquirenti). L’intento non è quello di portare i libri in tribunale della società che era affidata a Francesca Tanzi, ma di salvare asset e personale prima che la corda sia giunta al punto si spezzarsi. Da molte settimane infatti Parmatour vive come in un limbo, sospesa in una terra di nessuno, senza punti di riferimento rispetto alla proprietà. Dopo che la famiglia Tanzi è stata travolta dal crack della Parmalat, dopo che si è scritto che la società era stata venduta alla Argho di Giacomo Torrente, ma di fatto questo non era avvenuto, le banche, già creditrici per 310 milioni di euro (debito ristrutturato, capofila Mps), hanno chiuso i finanziamenti e gli amministratori hanno tentato più volte di bussare alle porte degli azionisti, senza ottenere risposta. Il primo appuntamento con i soci è un’assemblea straordinaria il 20 gennaio per nominare il nuovo cda e i sindaci, ma non può risolvere granché la situazione, visto che incombono scadenze di pagamento. «L’azienda è sana sta lavorando – ripete l’amministratore Angelo Cardile – ma la mancanza di chiarezza sulla proprietà e la mancanza di risorse possono condurla all’autodistruzione". Si lotta contro le avversità per la sopravvivenza di un gruppo nel quale lavorano oltre mille persone, con un patrimonio immobiliare peritato di 90 milioni di euro circa (ma superiore ai cento milioni di euro a prezzi di mercato, secondo gli amministratori) con l’intenzione primaria di cogliere l’opportunità offerta da Sviluppo Italia, nella lettera d’intenti siglata a fine anno. Fra le condizioni poste dalla società guidata da Massimo Caputi c’è l’avvio di una procedura concorsuale. In questi giorni potrebbe esserci una nuova missione di manager di Parmatour a Roma e intanto Cardile si sta muovendo nella direzione richiesta, sulla base del mandato conferitogli dal consiglio di amministrazione il 31 dicembre. Insieme agli avvocati il presidente sta scandagliando ogni possibile soluzione che possa mettere Parmatour al riparo dal disastro. Nella rosa delle ipotesi c’è anche l’ammissione all’amministrazione straordinaria, l’accesso per Parmatour al decreto Marzano. È una possibilità che va indagata sotto il profilo giuridico e sentendo il parere di Enrico Bondi. Per questo i vertici del polo turistico, oltre a parlare con il giudice, sperano di poter incontrare presto anche il commissario straordinario di Parmalat.

      MARIA TERESA SCORZONI