Giovani e primo impiego: borse, stage e contratti a tempo

23/05/2011

Il primo canale e l`apprendistato, che non riesce a decollare

La questione giovanile è sempre di più alla ribalta, anche se alla intermittente considerazione mediatica non corrispondono sempre politiche proporzionali, proposte e progetti per gestirla e risolverla. Due sono i dati spesso citati: i 2 milioni di giovani Neet (né studiano, né lavorano né sono in formazione) e il tasso di disoccupazione giovanile tra i 15 e i 24 Sono 2 milioni i «Neet» che né studiano né lavorano né seguono corsi di formazione anni che ormai sfiora il 30%. Sarebbe necessario uno scatto,-un progetto chiaro e articolato, che favorisca l`entrata dei giovani nel mercato del lavoro. Ma quali sono nel frattempo i canali a disposizione dei ragazzi?
Apprendistato

E` questo l`istituto contrattuale definito come il canale privilegiato per l`entrata dei giovani nel mercato del lavoro. Dopo la riforma del dlgs. 276/03, l`apprendistato è stato rivisto dal Testo unico approvato dal Consiglio dei ministri il5 maggio scorso. Oggi gli apprendisti sono meno di 600mila, ancora pochi (circa un giovane su cinque occupati) per la presenza di altre modalità di ingresso, spesso abusate e in sleale concorrenza (collaborazioni, contratti a prògetto, occasionali, stage, ecc.). Inoltre, si stima che solo il 15% dei giovani apprendisti sia realmente coinvolto in attività formative. A tempo indeterminato La novità è che l`articolo 1 del Testo unico afferma che «l`apprendistato è un contratto a tempo indeterminato finalizzato all`occupazione dei giovani». L`articolo 2 chiarisce il divieto di troncare il contratto durante il periodo di formazione, fatta salva la giusta causa o un giustificato motivo, e stabilisce la possibilità di recesso (leggi licenziamento) alla fine del periodo stabilito di formazione. Se nessuna delle due parti esercita la facoltà di recesso, il rapporto prosegue come un ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

Le tre tipologie
Il testo unico conferma e precisa le tre tipologie dell`apprendistato. Si tratta di apprendistato per la qualifica professionale; di apprendistato professionalízzante e di apprendistato in alta formazione e ricerca. La prima tipologia riguarda i giovanissimi, che hanno compiuto i 15 anni; la seconda tipologia riguarda i giovani tra i 18 e i 29 anni; la terza formula riguarda giovani tra i 18 e i 29 anni, ma che alternano al lavoro l`acquisizione di un diploma secondario superiore, di una laurea, di un dottorato di ricerca, di un percorso di istituti tecnici superiori o di un praticantato in studi professionali. La durata è uno dei punti più critici e va meglio definita. Può andare dai 18 mesi a un massimo di sei anni.
La formazione
E` questa la causa di molte dispute e di diversi abusi. Non tutte le aziende vedono di buon occhio un periodo formativo esterno all`azienda, senza il quale l`istituto verrebbe decapitato della sua peculiare connotazione genetica, che lo definisce come un contratto a formula mista lavoro e formazione. Per la formula professionalizzante, la più diffusa (70%), si stabilisce che, oltre alla formazione prevista (di almeno 120 ore annue, che in alcuni contratti nazionali vengono aumentate), vi sia l`obbligo di frequenza di un`ulteriore offerta formativa regionale di 40 ore il primo anno e di 26 per il secondo anno.
Agevolazioni
L`apprendistato è agevolato per la riduzione dell`aliquota contributiva, che è del 10% della retribuzione imponibile, e per la possibilità dì inquadrare il giovane fino a due livelli inferiori rispetto alla categoria di riferimento oppure di graduare la retribuzione a seconda dell`anzianità di servizio.
Stage
La concorrenza più forte verso l`apprendistato è causata dall`uso non sempre corretto degli stage. Si calcola che il numero annuo degli stage abbia ormai superato le 320mila unità all`anno e questo non solo durante la carriera scolastica o universitaria del giovane, ma come offerta post-diploma o post-laurea. Stage e tirocini non sono un contratto di lavoro, ma una modalità di alternanza scuola-lavoro.