Giovani commercialisti critici sul contratto studi

14/07/2004


        sezione: NORME E TRIBUTI
        data: 2004-07-14 – pag: 23
        autore: CHIARA CONTI
        Giovani commercialisti critici sul contratto studi
        ROMA • Nessuna divergenza sull’aumento concordato in busta paga a favore dei dipendenti degli studi professionali.
        A preoccupare l’Unione nazionale dei giovani dottori commercialisti che fa parte della Consilp (la confederazione delle principali organizzazioni associative dei liberi professionisti) sono, però, alcune ipotesi di accordo in via di definizione con Cgil, Cisl e Uil sulla parte normativa per il rinnovo del contratto collettivo.
        In sintesi, la categoria teme, come risultato della trattativa, eccessivi oneri economici. Tuttavia, condivide le decisioni prese per la parte retributiva, che potrebbe vedere la firma già entro la fine dell’estate: lo stipendio dei dipendenti potrebbe crescere da 55,92 a 90,53 euro per il periodo compreso tra il 1 luglio 2004 e il 30 giugno 2007.
        In più, si è provveduto ad armonizzare le tabelle retributive.
        Secondo Mario Civetta, delegato dell’Ungdc nella Commissione tecnica incaricata del rinnovo contrattuale, «per la riconferma del contratto collettivo c’è tempo fino al 31 marzo 2005; pertanto riteniamo che alcuni aspetti normativi vadano emendati e poi riuniti in un unico articolato».
        L’ultimo testo organico, infatti, è scaduto nel 1999; mentre di recente «sono state fatte modifiche al vecchio contratto — aggiunge Civetta — che però non hanno fatto altro che causare confusione e malumori».
        La sfida è quindi di giungere a un unico testo contrattuale, invece dei due tradizionali: per le professioni tecniche da un lato e per le categorie, in primis quelle giuridicocontabili, dall’altro.
        Inoltre, i giovani dottori commercialisti criticano la proposta dei sindacati sulla contrattazione di secondo livello, in quanto potrebbe creare «una serie di problemi a carattere locale e poi nazionale», oltre c
        Un altro nodo dolente riguarda la previsione di dare vita a un ente bilaterale che si occupi della promozione di attività di formazione e aggiornamento. «Visto l’onere già a carico dei titolari degli studi per l’avvio della Cassa di assistenza sanitaria — spiega Civetta — ci sarebbe un ulteriore carico economico nella misura dello 0,30%: in pratica, un esborso di circa 3-4 euro al mese per ogni dipendente».
        Quest’ultimo contributo, però, non va confuso con quello di uguale entità versato dal datore al Fondoprofessioni la formazione continua.
        Tuttavia, da Gaetano Stella, presidente di Consilp, arrivano rassicurazioni: «La costituzione del nuovo ente, prima a livello nazionale e successivamente anche territoriale, consentirà di monitorare sull’operato della Ca.di.Prof. e del Fondoprofessioni. Inoltre, stiamo trattando per ridurre l’onere del datore allo 0,20%».
        Rispetto a un primo momento, resta al palo la prospettiva di "allargare" l’applicazione del Ccnl anche a professioni non regolamentate, coinvolgendo nella firma la Consap, la confederazione sindacale che raggruppa libere associazioni.