Giovanardi cambia il diritto di sciopero

23/10/2003




23.10.2003
Giovanardi cambia il diritto di sciopero
Le reazioni alla lettera inviata al ministro dell’Interno: una pressione grave e irresponsabile
di 
Leonardo Sacchetti

BOLOGNA Un intervento «irresponsabile» e «grave», che ha suscitato stupore e indignazione. Queste, il giorno dopo, le reazioni alla missiva del ministro per i rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi, al collega dell’Interno in cui chiedeva l’intervento della polizia ai cancelli di quelle aziende emiliano-romagnole dove la Fiom è più presente nelle vertenze per la firma dei cosiddetti «precontratti». Dopo la sigla separata del contratto nazionale dei
metalmeccanici, fatta da Uilm-Uil e Film-Cisl, la Fiom-Cgil si è rimboccata le maniche e in Emilia-Romagna sta cercando di riequilibrare i contratti.
«È incredibile», ha commentato Gianni Rinaldini, segretario nazionale
della Fiom che accusa Giovanardi di rispolverare «anni bui della
storia delle lotte del lavoro», con la sua richiesta a Pisanu di far intervenire le forze dell’ordine davanti a quelle aziende in cui sono in atto mobilizzazioni per la firma, soprattutto nella provincia di Modena (da dove viene lo stesso Giovanardi), di quei pre-contratti diffusi «in tutte le aziende metalmeccaniche del paese».
Ds, Margherita, Comunisti italiani, Verdi hanno reagito a quella
che appare «una pressione politica grave – come ha dichiarato il deputato verde, Paolo Cento – soprattutto alla vigilia dello sciopero generale del 24 ottobre e della manifestazione sindacale che si terrà a Bologna». Per il vicepresidente del Senato, il diessino Cesare Salvi, l’uscita di Giovanardi «è un’iniziativa irresponsabile» che Pisanu e Berlusconi «dovrebbero respingere pubblicamente». Per il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, con il suo intervento, Giovanardi si è rivelato «un ignorante che non conosce la storia del movimento operaio».
Proprio dal capoluogo dell’Emilia-Romagna e da tutta la regione
sono giunte le reazioni più dure, soprattutto dopo gli episodi registrati
davanti ai cancelli di alcune fabbriche. I senatori e i deputati emiliano-
romagnoli del centrosinistra hanno condannato la lettera di Giovanardi, presentando un’interrogazione al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, «per ripristinare la necessaria serenità dell’atteggiamento che deve assumer lo Stato nei conflitti di lavoro smentendo l’iniziativa del ministro Giovanardi».
L’interrogazione, che chiede a Palazzo Chigi di evitare strumentalizzazioni o «inasprimenti artificiosi» durante le contrattazioni sindacali, è firmata dai deputati Bielli, Grandi, Roberto Guerzoni, Montecchi, Mancini, Santagata, Soda e Zani. Questi, insieme ai senatori del centrosinistra eletti in Emilia-Romagna (Turci, Luciana Guerzoni, Vitali, Soliani, Fabris, Togni, Bonavita, Bonfietti, Chiusoli, Giovanelli, Manzella, Pasquini, Vicini, Zavoli, Salvi e Maconi), hanno dato una risposta unanime all’uscita di Giovanardi, segnalando che «non può essere definito intimidatorio l’esercizio
del diritto di sciopero».
Se il deputato bolognese di An, Enzo Raisi, ha presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere un verificare su «eventuali ipotesi di reato» circa l’operato della Fiom, da Riccione (a margine del convegno della Fit-Cisl), il vicepresidente di Confindustria, il bolognese Guidalberto Guidi, ha giudicato «incomprensibile» l’operato della Fiom, accusandola di «mettere a ferro e fuoco» alcune aziende emiliano-romagnole.
«Il vicepresidente della Confindustria si tranquillizzi dall’angoscia
di non essere profeta in patria – ha commentato Giorgo Cremaschi, segreteria nazionale Fiom -: è vero che in Emilia i precontratti sono
moltissimi ma si stanno diffondendo in tutta Italia». E dal governo è
giunta la voce del sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi, che ha stigmatizzato una presunta «rottura di quel gioco responsabile che
tutti gli attori sociali avevano convenuto».
La Fiom modenese avrebbe dunque rotto il tabù politico del
«zitti e mosca» e per questo, in una nota, chiama lavoratori e simpatizzanti a partecipare allo sciopero di categoria indetto per il 7 novembre.