Giornalisti, la rabbia in piazza

01/07/2010

Oggi manifestazione in piazza Navona e in varie città d’Italia, venerdì 9 luglio giornata di «silenzio rumoroso», sinonimo di «indignazione e protesta». I giornalisti scendono in piazza e incrociano le braccia contro il ddl intercettazioni, la legge bavaglio che ieri la Camera ha deciso di mettere in discussione il 29 luglio. «Un atto di forza», secondo il segretario della Federazione nazionale della stampa, Franco Siddi, «segnale indicativo di una volontà negativa verso ipotesi di riflessione più profonda per migliorare la legge. Si rafforzano le ragioni della nostra protesta». Anche il presidente della Federazione italiana editori, Carlo Malinconico, ritiene che «sarebbe stata opportuna una maggiore riflessione».
In attesa della «giornata del silenzio dell’informazione» della settimana prossima, oggi la Fnsi chiama a raccolta alla manifestazione contro la legge che proibisce la pubblicazione degli ascolti e minaccia pesanti multe agli editori. L’appuntamento è dalle 17 alle 21 in piazza Navona, a Roma, ma anche in numerose altre città, da Milano a Torino fino a Londra e Parigi, mentre a Conselice, cittadina ravennate che ospita il primo monumento alla libertà di stampa in Italia, si è organizzata un’intera notte bianca.
A condurre sul palco di Roma, la giornalista del Tg1 Tiziana Ferrario e l’attrice Ottavia Piccolo, che, contro «un pericoloso tentativo di bavaglio», leggerà due brani del drammaturgo Stefano Massini dedicati a Ilaria Alpi e Anna Politovskaja. Tra le tante testimonianze, saranno presenti la sorella di Stefano Cucchi e la famiglia di Federico Aldrovandi, gli avvocati che stanno lavorando al ricorso da presentare alla Corte di Strasburgo se la legge sarà approvata, vari aristi da Dario Fo a Leo Gullotta. Tutto ripreso in una maratona online che coinvolgerà siti, blog e web tv.
Aderiscono numerosi movimenti e associazioni – tra gli altri Articolo 21, Valigia Blu, il Popolo viola, Cgil, Arci, Anpi – ma anche forze d’opposizione: saranno in piazza Pierluigi Bersani e il Pd, Antonio Di Pietro con l’Italia dei valori, Sel, la Federazione della Sinistra.
«Inizia da qui la resistenza civile che proseguirà fino alle estreme conseguenze, con la creazione di strumenti e canali per spezzare il silenzio di Stato se la legge sarà approvata», annuncia Siddi. «Non solo attraverso la creazione di siti all’estero per pubblicare le notizie vietate, ma anche attraverso altri strumenti: prepareremo un vademecum per rendere inutile questa legge».