Gioco Legale: dal Piemonte parte l’emergenza occupazionale

04/08/2018
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Si è tenuta presso la CGIL di Torino venerdì 3 agosto un’assemblea dei lavoratori del settore gioco legale, colpiti in maniera pesante nel territorio piemontese dagli effetti delle normative regionali e comunali sulla limitazione dei luoghi di gioco: sono infatti circa 3000 i posti che salteranno nei prossimi mesi nella regione.
Per questo motivo le lavoratrici e i lavoratori hanno cominciato a organizzarsi negli ultimi mesi, creando una rete di contatti di oltre 4000 persone. Una parte di essi era presente all’assemblea, alla quale hanno preso parte Luca De Zolt della Filcams Cgil nazionale, Mario Santini segretario generale della Filcams Cgil Torino,  Pippo De Masi, sindacalista che per la struttura sabauda si occupa del settore.
Dopo un’accurata descrizione delle problematiche da parte dei lavoratori, la Filcams Cgil si è impegnata a costruire percorsi di mobilitazione e di pressione nei confronti delle istituzioni locali e nazionali, anche sul piano mediatico.
Insieme alla Cgil, la Filcams sostiene infatti le lotte alle dipendenze da gioco, su cui vanno fatte azioni specifiche soprattutto a livello sociale.
Parallelamente a questo bisogna tutelare la buona occupazione presente nell’ambito del gioco legale, che oggi viene attaccata da decisioni prese troppo in fretta e senza una adeguata valutazione degli impatti.
La limitazione del gioco legale sta portando le aziende legali a licenziare e a chiudere, mentre i signori del business illegale stanno scaldando i motori per riprendere il dominio del mercato come in passato.
In Piemonte l’emergenza ha già portato a centinaia di licenziamenti, ma il fenomeno sta assumendo dimensioni nazionali, motivo per cui le organizzazioni sindacali di settore chiederanno l’apertura di un tavolo di crisi al MISE.
La politica e istituzioni devono aprire gli occhi oltre ai facili slogan elettorali: le lavoratrici e i lavoratori non devono essere l’agnello sacrificale di una battaglia condotta in maniera ideologica, ma protagonisti di una riforma del settore che tenga insieme legalità, tutela del giocatore, contrasto alle dipendenze e salvaguardia dell’occupazione.