Giacomo, 60 anni, panettiere. Si toglie la vita perché licenziato

01/04/2010

Si è tolto la vita all’inizio di questa settimana, Giacomo Rossetti, panettiere di 60 anni che lavorava a Roma. Era impiegato da tempo in un panificio del quartiere Anagnina: ci aveva lavorato per 25 anni con un contratto regolare, ma poi tre anni fa il proprietario era cambiato e Giacomo era stato tenuto dentro, ma senza più un contratto: semplicemente in nero.
Cinque mesi fa era arrivato il licenziamento: il padrone gli aveva detto che era «troppo vecchio». Avendo moglie e due figli da mantenere, Giacomo ha tentato di ricollocarsi in un altro panificio, ma senza fortuna. La risposta era sempre quella: troppo vecchio.
«Giacomo è sempre stato iscritto al sindacato, da quando lo ricordo: saranno almeno 25 anni, mi versava ogni anno la quota sindacale – dice Ciro Sceusa, Flai Cgil Lazio, che conosceva bene il lavoratore – Negli ultimi mesi mi telefonava disperato, io ho cercato di aiutarlo a trovare un lavoro, ma nulla. In famiglia sono tutti panettieri: dipendenti, senza un panificio, e vicini al sindacato. Ci ha fatto male sapere quello che è successo». «Sono centinaia i panettieri romani sfruttati e pagati in nero – aggiunge Roberto Montagner, Flai nazionale – Speriamo che questa tragedia non sia inutile e altri non siano portati a gesti estremi».