Giacomelli, via alla Prodi-bis

01/12/2003


      Sabato 29 Novembre 2003

      FINANZA E MERCATI
      Giacomelli, via alla Prodi-bis

      Finanza difficile – Il Tribunale di Rimini ha concesso la procedura di amministrazione straordinaria


      MILANO – Semaforo verde. Per il Gruppo Giacomelli Sport inizia una nuova avventura: ieri il Tribunale di Rimini ha aperto la procedura di amministrazione straordinaria, depositando in cancelleria il decreto motivato. Allo stesso tempo l’organo commissariale ha dato incarico all’avvocato milanese Ombretta Fabe Dal Negro di raccogliere e integrare tutte le manifestazioni di interesse pervenute nell’ultimo mese ai commissari giudiziali. Obiettivo: individuare, nell’ambito di un dataroom, l’offerta migliore. E trovare la soluzione ottimale per tutelare l’azienda, i lavoratori e i creditori. Obbligazionisti inclusi. La strada dell’amministrazione straordinaria è stata dunque imboccata. E le tappe future sono già segnate. Nei prossimi giorni il ministro delle Attività Produttive dovrà nominare i commissari straordinari, che solitamente – anche per la Cirio è stato così – sono gli stessi commissari giudiziali. Questi avranno poi 60 giorni di tempo per predisporre un programma in cui dovranno indicare le attività imprenditoriali destinate alla prosecuzione o alla dismissione, il piano per l’eventuale liquidazione dei beni non funzionali all’esercizio dell’impresa, le previsioni economiche e finanziarie per la prosecuzione dell’attività e i modi per coprire il fabbisogno finanziario. Questo programma, sottoposto al vaglio del Ministero delle Attività Produttive, potrà avere due diversi indirizzi. Da un lato potrà essere elaborato per favorire la «cessione dei complessi aziendali»: in questo caso sarà di durata annuale. Dall’altro potrà avere come obiettivo la «ristrutturazione dell’impresa»: in quest’altro caso sarà biennale. Allo stato attuale entrambe le strade rimangono aperte. «Abbiamo già ricevuto manifestazioni di interesse sia per l’acquisto di complessi aziendali, sia per il risanamento», spiega Elio Blasio, uno dei commissari giudiziali.
      La scelta, appare evidente, cadrà sull’offerta ritenuta migliore. Ma altri nodi rimangono da sciogliere.
      Il primo riguarda i lavoratori del gruppo Giacomelli. Il secondo gli obbligazionisti (tra i quali figurano anche diversi piccoli risparmiatori) che hanno acquistato il bond da 100 milioni di euro con scadenza nel 2007. «Per quanto riguarda i lavoratori – afferma Blasio -, abbiamo chiesto l’incontro coi sindacati per l’esame congiunto finalizzato all’attivazione della cassa integrazione. L’incontro si terrà alla fine della settimana prossima al ministro del Lavoro». «Per quanto riguarda gli obbligazionisti – prosegue Blasio – ribadisco che la loro tutela è una delle nostre priorità. Abbiamo infatti incaricato il professore Paolo Ferro Luzzi, esperto in materia, di studiare la struttura legale del prestito obbligazionario. Lo scopo è di individuare il percorso migliore per gli obbligazionisti.
      È possibile che in una decina di giorni avremo il suo parere». Ai piccoli risparmiatori che hanno comprato i Giacomelli-bond non resta dunque che attendere un po’. Del resto hanno ancora qualche mese di tempo: la prima udienza per la verifica dello stato passivo si terrà il 31 marzo 2004. Entro quella data i creditori – inclusi gli obbligazionisti – dovranno presentare istanza per l’insinuazione al passivo. E tra non molto i commissari stessi comunicheranno qual è, secondo loro, il modo migliore di comportarsi.

      MORYA LONGO