Giacomelli va in «controllata»

30/07/2003



      Mercoledí 30 Luglio 2003
      FINANZA E MERCATI
      Giacomelli va in «controllata»
      MILANO – Boccata d’ossigeno per Giacomelli. Ieri infatti il Tribunale di Rimini ha deliberato l’ammissione alla procedura di amministrazione controllata per Giacomelli Sport Group, la holding del gruppo, e per le società controllate Giacomelli Sport, Longoni Sport e Natura & Sport.
      «E’ un passo fondamentale nel piano di risanamento del gruppo – ha commentato ieri il presidente, Ernersto Musumeci – ma c’è ancora un lungo percorso da fare». Le domande erano state presentate al tribunale a fronte del progressivo deterioramento della posizione finanziaria netta del gruppo, negativa a fine maggio per 197,024 milioni di euro, e all’impossibilità di raggiungere un accordo con i fornitori.
      Congelate temporaneamente le azioni di tipo esecutivo nei confronti di Giacomelli, comprese le istanze di fallimento presentate dai creditori, ora il gruppo emiliano potrà riprendere la propria operatività e concentrarsi sulla ricerca di un partner. «La crisi di Giacomelli – spiega Musumeci – non è stata una crisi strutturale ma semplicemente un momento difficile dal punto di vista finanziario». Proprio perché si tratta di una fase molto delicata, il presidente preferisce non sbilanciarsi sull’identità dei possibili partner e si limita a dire: «Le maniferstazioni d’interesse sono molteplici e arrivano da diversi tipi di investitori, sia finanziari che industriali». In ogni caso, i tempi stringono: dopo che l’azionista di maggioranza assoluta – la Gm && Gf International che fa capo alla famiglia Giacomelli – ha deciso di non partecipare all’aumento da 50 milioni di euro, ora è necessario trovare un investitore disposto a partecipare al risanamento finanziario del gruppo. I contatti proseguono e, come conferma Musumeci, nelle prossime settimane è attesa la fase di due diligence e poi l’apertura alla data room per una rosa di candidati.
      Sono invece in fase avanzata le negoziazioni da un lato con i fornitori – verso i quali l’azienda ha debiti per circa 220 milioni di euro – per garantire la ripresa delle attività operative e dall’altro con le banche per un piano di sostegno al progetto di ristrutturazione. E, come ha confermato il presidente, i riscontri fin qui avuti sono stati «favorevoli».

      ANNA ZAVARITT

      mercoledì 30 luglio 2003

      La decisione del tribunale consente la ripresa delle consegne da parte dei fornitori

      Il gruppo Giacomelli Sport ammesso all’amministrazione controllata

      MILANO Il tribunale di Rimini ha ammesso Giacomelli all’amministrazione controllata.
      Il provvedimento riguarda sia Giacomelli Sport Group che le società Giacomelli Sport Spa, Longoni Sport Spa (rilevata poco più di un anno fa) e Natura & Sport Srl.
      A comunicarlo è una nota del gruppo di abbigliamento sportivo in cui si evidenzia – con parole del nuovo presidente Ernesto Musumeci subentrato il mese scorso a Gabriella Spada – che la procedura
      «rappresenta un passo fondamentale nel piano di risanamento dell’azienda».
      Le domande erano state presentate al tribunale romagnolo a fronte del progressivo deterioramento
      della posizione finanziaria netta del gruppo, negativa a fine maggio per 197,024 milioni di euro, e all’impossibilità di raggiungere un accordo con i fornitori, alcuni dei quali – prima fra tutti la Ande di Lecco, azienda produttrice di materiale tecnico-sportivo – avevano avanzato istanza di fallimento.
      Ora l’amministrazione controllata consente la ripresa delle consegne da parte dei fornitori e congela
      temporaneamente le azioni di tipo esecutivo nei confronti del gruppo, comprese le stesse istanze di
      fallimento presentate dai creditori.
      L’amministrazione controllata era stata richiesta dagli ex amministratori dimissionari, mentre un primo parere favorevole era stato espresso l’altra mattina durante la prima udienza dal professor Paolo Bastia, docente dell’Università di Bologna, perito incaricato dal tribunale romagnolo di esaminare la fattibilità del piano di risanamento dell’azienda.