GIACOMELLI SPORT: I SINDACATI PREOCCUPATI CHIEDONO CONFRONTO SULLE PROSPETTIVE DELL’AZIENDA

31/03/2003

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi

Ufficio Stampa
www.filcams.cgil.it

31 marzo 2003

GIACOMELLI SPORT: I SINDACATI PREOCCUPATI CHIEDONO CONFRONTO SULLE PROSPETTIVE DELL’AZIENDA

I delegati di Giacomelli Sport e le segreterie di Filcams Fisascat Uiltucs intendono avere con la direzione un «confronto serrato sul futuro dell’azienda». Per questo hanno inviato «un ulteriore sollecito alla proprietà» per un incontro che da tempo avrebbe dovuto esserci e sul quale invece la proprietà ha sempre glissato.

La richiesta di un incontro da parte dei sindacati è di data ormai “antica” e si riferisce a quella fase «di forte sviluppo» durante la quale Giacomelli comprò Longoni Sport, suo concorrente diretto, diventando il primo distributore italiano di articoli sportivi con importanti proiezioni europee. In quella fase i sindacati presentarono la piattaforma per la stipula del contratto integrativo aziendale, ma non ebbero mai una risposta dalla proprietà alla loro richiesta di apertura delle trattative.

«Alla fase di forte sviluppo – scrivono i sindacati in un documento – ne sta seguendo un’altra piena di contraddizioni. Nel fare una panoramica dell’andamento aziendale è emersa una forte preoccupazione sia sulle sue prospettive che sulla sua liquidità». Fanno riferimento, i sindacati, alla chiusura non preannunciata del magazzino per le vendite on-line, all’improvvisa decisione di far slittare il giorno di pagamento per i lavoratori ex Longoni, alla rinuncia all’incarico da parte del nuovo responsabile delle relazioni sindacali.

«Ancora una volta – continua il documento – le relazioni tra le parti hanno subito uno stop improvviso» mentre invece, sottolineano i sindacati, proprio ora i lavoratori devono «poter avere tutte le informazioni sulle prospettive produttive atte a fugare le preoccupazioni sul futuro dell’azienda». Se non arriverà «una risposta della proprietà in tempi brevissimi» sarà proclamato lo stato di agitazione con assemblee informative e azioni di lotta e «se la situazione lo dovesse richiedere, il ricorso a strumenti legali per la tutela dei diritti dei lavoratori».

E’ dunque una situazione di massima allerta, quella delineata dai sindacati, giustificata anche dalle notizie che provengono dal mondo finanziario dove si parla di mandato a cercare soci o acquirenti con l’ obiettivo di ritirare la società dalla Borsa. Insomma, si tratterebbe di un passaggio di mano non più rinviabile, tanto più che si parla di rapporto difficile con le banche finanziatrici e di blocco dei pagamenti ai fornitori giustificato dal trafugamento di libretti d’assegni.