Giacomelli: salva l’azienda, a casa i dipendenti

13/11/2003

Corriere Romagna


giovedì 13 novembre 2003
Edizione di: RIMINI
Salva l’azienda, a casa i dipendenti


RIMINI – La Giacomelli con ogni probabilità eviterà il fallimento, ma chi rischia di pagare il prezzo più alto del "salvataggio" sono proprio i dipendenti riminesi dell’azienda: almeno 90 (sui 140 complessivi della sede centrale) rischiano la cassa integrazione, anticamera del licenziamento.Ma andiamo per ordine. Lunedì mattina i commissari giudiziali nominati dal Tribunale di Rimini hanno consegnato al giudice delegato Guido Federico e al ministero delle Attività produttive la loro relazione (260 pagine più allegati) decisiva per le sorti dell’azienda. Sulla base del parere dei commissari (l’avvocato romano Elio Blasio e i commercialisti Antonio Bertani di Roma e Guido Tronconi di Milano), infatti, il Tribunale opterà per il fallimento oppure per il regime di amministrazione straordinaria (Prodi-bis) che consentirebbe di congelare i debiti e di spianare la strada ad eventuali acquirenti. Il ministero, che aveva indicato i nomi dei commissari giudiziali, ha, a partire da lunedì, dieci giorni di tempo per esprimere un proprio parere, ma l’ultima parola spetterà al tribunale che dovrà esprimersi entro un mese. E’ probabile però che il giudice delegato anticipi la decisione, senza aspettare la scadenza del termine e tutto lascia presupporre che si andrà all’amministrazione straordinaria e alla nomina dei commissari straordinari. L’avvocato Blasio e i suoi due colleghi nel corso dei trenta giorni nei quali hanno accentrato le loro attenzioni sull’azienda riminese, "facilitati" anche dalle conclusioni della relazione peritale del professor Paolo Bastia depositata in Tribunale il 24 luglio scorso, si sono occupati anche della gestione della Giacomelli e delle aziende controllate del gruppo. Ed è da qui che vengono le noti più dolenti per i dipendenti riminesi. Ai sindacati, infatti, è stata prospettata la richiesta di cassa integrazione per cinquecento dipendenti del gruppo.Ben 90 di questi però sarebbero alle dipendenze della sede centrale di Rimini, in tutto 140, segno che si ritiene difficile il mantenimento della sede a Rimini. Tra quelli che finora hanno manifestato il proprio interesse in pole position pare esserci il gruppo Bernardi di Udine che ha presentato una proposta di affitto di tutti i punti vendita del gruppo Giacomelli (107 in Italia e 43 all’estero). Qualcosa di analogo è già riuscito al gruppo friulano nell’estate scorsa quando ha rilevato la Postalmarket in amministrazione straordinaria dal 2001 e con l’avvocato Elio Blasio tra i commissari. Bernardi non è però l’unica alternativa: Cisalfa Sport ha, per esempio, presentato una proposta di acquisto per circa 80 punti vendita in Italia, Sacconi sport ha consegnato una lettera d’intenti, mentre una società ad hoc (Artemisia) che vede il coinvolgimento del finanziere Patrick Perrin ha avanzato un’offerta, che prevede inizialmente l’affitto di ramo d’azienda di tutte le attività e quindi l’acquisto.L’ammissione alla Prodi-bis, insomma, è molto probabile se non scontata. L’impresa sarà per molti riminesi, invece, conservare il posto di lavoro se i gruppi interessati non daranno le opportune garanzie.

Andrea Rossini