Giacomelli, revocatorie per oltre 700 mln

26/01/2005

    mercoledì 26 gennaio 2005

    sezione: FINANZA E MERCATI – pagina 33

    Default – I 49 punti vendita venduti per un milione a Banca Profilo e Camuzzi
    Giacomelli, revocatorie per oltre 700 mln
    In arrivo ai manager richieste di risarcimento danni

      MORYA LONGO

        MILANO • Il gioco inizia a farsi duro. I commissari straordinari del gruppo Giacomelli Sport affilano i coltelli per le revocatorie e le richieste di risarcimento-danni. Uno: stanno depositando al Tribunale di Rimini la richiesta di risarcimento danni nei confronti degli ex consiglieri e degli ex sindaci del gruppo finito in default. Totale della richiesta: circa 500 milioni di euro. Due: hanno già depositato l’atto per avviare la revocatoria sulla controversa acquisizione di Longoni avvenuta nel luglio del 2003. Totale della richiesta: oltre 80 milioni. Tre: stanno per presentare una trentina di azioni revocatorie nei confronti di altrettante banche e oltre 200 nei confronti dei fornitori che hanno ricevuto pagamenti nell’anno precedente all’insolvenza di Giacomelli. Totale: circa 30 milioni per le prime e oltre 100 per i secondi.

        I commissari del gruppo attivo nella distribuzione di articoli sportivi stanno dunque avviando le azioni per cercare di soddisfare in qualche modo i creditori del gruppo Giacomelli, inclusi i risparmiatori e gli investitori che hanno acquistato il prestito obbligazionario da 100 milioni di euro ora in default. Il compito è difficile, dato che il passivo (quindi tutti i debiti da rimborsare) ammonta a circa 625 milioni di euro e dato che il Gruppo Giacomelli non ha nulla da vendere. Non ha immobili. Non ha proprietà. Anche le automobili sono in leasing.

        La cessione degli asset aziendali, dunque, frutta pochi spiccioli. Due numeri rendono l’idea. Il comitato di sorveglianza ha appena autorizzato la cessione dei 49 punti vendita di Gioacomelli Sport a una società partecipata al 50% dal fondo Spinnaker di Banca Profilo e al 50% da Camuzzi Spa per la misera cifra di un milione di euro. Cessione positiva dal punto di vista occupazionale, ma non certo dal punto di vista della liquidità raccolta: «Era l’offerta che garantiva il mantenimento di tutti i 595 dipendenti, compresi quelli della sede di Rimini», spiega il commissario straordinario Elio Blasio.

        Ma anche le altre cessioni non hanno fruttato molto. Longoni Spa e Natura&Sport sono stati infatti venduti lo scorso settembre al gruppo Cisalfa per soli 210mila euro. Nulla, se si confrontano queste cifre con i 625 milioni di euro del passivo.

        La speranza dei creditori, obbligazionisti inclusi, risiede quindi tutta nelle azioni revocatorie o di risarcimento danni: solo da queste azioni, se avranno successo, potranno essere ricavati i fondi necessari per soddisfare i creditori.

          Difficile dunque dire quando gli obbligazionisti potranno vedere una parte dei loro soldi investiti. E soprattutto è difficile prevedere il quanto. Tutto dipenderà da queste azioni. Il rimborso dei bond, infatti, avverrà con piani di riparto parziali: appena inizierà ad arrivare liquidità nel gruppo Giacomelli, verrà elaborato il piano di riparto. Considerando che prima degli obbligazionisti saranno soddisfatti i creditori privilegiati.