Giacomelli: Rassegna venerdì 13

13/06/2003



      Venerdí 13 Giugno 2003
      FINANZA E MERCATI
      Giacomelli si riaffaccia al listino

      Risparmio tradito – In tribunale le domande di amministrazione controllata ma anche 6 istanze di fallimento


      MILANO – Il gruppo Giacomelli ha presentato le domande di amministrazione controllata per le società operative. E oggi prepara il suo ritorno a Piazza Affari. La giornata di ieri era iniziata con l’attesa di notizie importanti e con l’aspettativa di vedere il "semaforo" della Borsa tornare verde.
      E dopo un sofferto tira e molla sul comunicato stampa da diramare al mercato, alla fine le aspettative sono state soddisfatte: Giacomelli ha diffuso una nota e Piazza Affari ha riammesso il titolo alle negoziazioni. Oggi, dopo due settimane di stop, le azioni Giacomelli torneranno quindi in contrattazione con modalità d’asta. Ma andiamo con ordine.
      Piano di salvataggio. Ieri mattina il gruppo Giacomelli ha presentato al Tribunale di Rimini le domande di amministrazione controllata – approntate con la collaborazione dello studio Gnudi e Associati – per le controllate Giacomelli Sport, Longoni Sport e Natura & Sport. Presso lo stesso Tribunale, però, sono state anche depositate nei giorni scorsi sei istanze di fallimento. I giudici saranno dunque chiamati a decidere quale "campana" ascoltare: quella della società o quella dei sei creditori.
      L’obiettivo di Giacomelli è chiaro: "congelare" le azioni dei fornitori e dei creditori e riportare il gruppo in bonis. Per tutte le richieste presentate ieri mattina è previsto infatti che la procedura di amministrazione controllata abbia come termine il 30 aprile del 2005: la speranza è di sistemare la situazione in questo arco di tempo. D’altra parte l’advisor Caretti&Associati aveva già delineato ai fornitori, in una lettera del 30 maggio scorso, gli obiettivi della richiesta di amministrazione controllata: «Rassicurare la posizione dei fornitori nelle more della procedura concorsuale, evitare il proseguimento delle azioni esecutive in corso e dare un quadro di certezza ai possibili acquirenti delle attività non strategiche e agli investitori interessati». Il gruppo Giacomelli ribadisce infatti che «continuano a pervenire manifestazioni preliminari di interesse all’advisor», anche se «si protrae la trattativa con un investitore internazionale avviata in precedenza dal presidente del Cda». Il gruppo ha presentato al Tribunale anche le linee guida del piano di salvataggio. Che prevede: un aumento di capitale a pagamento da 50 milioni di euro; la dismissione di attività estere contestualmente alla riscossione di crediti per altri 50 milioni di euro; il raggiungimento di accordi coi fornitori per definire un piano di rimborso dei debiti pregressi e con le banche per il riscadenziamento dei rimborsi dovuti. In entrambi i casi – si legge sulla nota – è possibile la conversione a capitale di parte dei debiti. Il piano non esclude – ma in questo caso dovrebbe pronunciarsi un’assemblea degli obbligazionisti – l’ipotesi di ridefinire i termini del bond da 100 milioni di euro.
      Ritorno in Borsa. Tutto questo ha consentito alle autorità di Borsa di riaprire oggi alle azioni Giacomelli le porte di Piazza Affari. Non ci sarà però una normale negoziazione, ma un’asta. L’obiettivo della Borsa è chiaro: evitare l’immissione di ordini di acquisto o vendita al meglio. Tutti gli ordini dovranno infatti avere un prezzo preciso, per rendere possibile l’esecuzione del maggior numero di compravendite. Oggi la fase di pre-asta di apertura durerà fino alle 17,35. Poi, dalle 17,36 alle 17,40 si svolgerà la fase di validazione e chiusura. Da lunedì, invece, gli orari cambieranno: la fase di pre-asta durerà dalle 8,00 alle 17,35 e la fase di chiusura si concluderà alle 17,40. Tutto questo fino a nuovo ordine.
      MORYA LONGO


      venerdì 13 giugno 2003

      Giacomelli chiede
      l’amministrazione
      controllata

      MILANO I consigli di amministrazione di
      Giacomelli Sport spa, Longoni Sport spa
      e Natura & Sport srl hanno approvato e
      presentato ieri al Tribunale di Rimini le
      domande di amministrazione controllata
      per le società. Per tutte le domande è
      previsto che la procedura di
      ammnistrazione controllata abbia come
      termine finale il 30 aprile 2005. Le linee
      guida del piano di rilancio prevedono un
      aumento di capitale a pagamento per 50
      milioni di euro, dismissioni di attività
      per 50 milioni di euro, il raggiungimento
      di accordi con i fornitori per definire un
      piano di rimborso dei debiti pregressi.


      venerdì 13 giugno 2003

      Pagina 42 – Economia
       
      IL PIANO
      Confermata la ricapitalizzazione da 50 milioni

      Giacomelli, i debiti diventeranno azioni
      MILANO – Quel che resta del cda di Giacomelli ha presentato ieri al Tribunale di Rimini la richiesta di amministrazione controllata per Giacomelli Sport, Longoni e Natura & Sport fino al 30 aprile 2005.
      E non è escluso che lo stesso procedimento sia portato avanti anche per la holding quotata. Sul fronte del debito, invece, verrà proposto ai fornitori e alle banche di convertire parte della propria esposizione in capitale, mentre agli obbligazionisti di rinegoziare la scadenza del bond da 100 milioni, prevista per il 2007. L´amministrazione controllata, inoltre, oltre a congelare i debiti per due anni, permette di non pagare la cedola. Confermato l´aumento di capitale da 50 milioni di euro, mentre altri 50 arriveranno da dismissioni e recupero crediti. Intanto riprenderanno le trattative con i fornitori e le banche per ottenere dilazioni nei pagamenti e nuove linee di affidamento. Spettatori interessati rimangono Decathlon e Go Sport.
      Oggi il titolo torna in contrattazione.

      ItaliaOggi (Mercati e Finanza)
      Numero
      139, pag. 8 del 13/6/2003

      In breve

      Giacomelli sport. I cda di Giacomelli sport spa,
      Longoni sport spa e Natura & sport srl hanno
      approvato e presentato ieri al tribunale di Rimini le domande di amministrazione controllata per le società.
      Per tutte le domande è previsto che la procedura di amministrazione controllata abbia come termine finale
      il 30 aprile 2005.


      13 Giugno 2003

      ANCHE OPENGATE CERCA NUOVI FONDI PER IL RILANCIO

      Via all’aumento di capitale
      per salvare Giacomelli Sport

      ROMA. Il gruppo Giacomelli Sport compie il passo decisivo verso l’amministrazione controllata. I cda della Giacomelli Sport, Longoni Sport e Natura & Sport hanno completato e approvato le domande di amministrazione controllata che sono state presentate ieri al tribunale di rimini. Il piano di rilancio, preparato con l’assistenza dell’advisor Caretti & Associati, prevede tra le operazioni di finanza straordinaria un aumento di capitale da 50 milioni di euro e dismissioni di attività estere e riscossioni crediti sempre per altri 50 milioni. La procedura di amministrazione controllata ha come termine finale il 30 aprile 2005. L’assemblea straordinaria è convocata per il 4 luglio.
      Sempre ieri l’assemblea straordinaria di Opengate, altra società in crisi finanziaria, ha approvato a larga maggioranza l’aumento di capitale da 50 milioni di euro, necessario al riequilibrio finanziario dell’azienda. Il titolo ieri è rimasto sospeso in Borsa.


      Data pubblicazione:12-06-2003

      Giacomelli, partono le contromosse

      RIMINI – Giacomelli passa al contrattacco per cercare di uscire dalla crisi che ha attanagliato quella che sembrava una delle nuove imprese più brillanti del mercato italiano degli articoli sportivi, forte anche dell’immagine di donna manager bella e volitiva di Gabriella Spada. Proprio la Spada si è dimessa dai consigli di amministrazione di Giacomelli Sport, Longoni Sport e Natura & Sport, le tre società finite nel mirino dei creditori. E starebbe per dare l’addio anche alla società capogruppo (Giacomelli Group) la cui quotazione è ancora sospesa alla Borsa di Milano nel segmento Star, nonostante si fossero diffuse voce di un suo rientro nelle quotazioni. Il 19 giugno il tribunale di Rimini ha fissato l’udienza sul fallimento chiesto da sei società.
      I BOND – L’ammissione all’amministrazione controllata delle società di Giacomelli Sport Group è motivo di insolvenza per il bond da 100 mln di euro emesso dalla lussemburghese Giacomelli Sport Finance, con rimborso al 7 marzo 2007. Il regolamento del prestito, informa il gruppo in una nota, prevede che il garante Giacomelli Sport Group o una ‘material subsidiary’ sia insolvente o dichiarata fallita, ovvero proponga o stipuli concordati relativamente a tutti i propri debiti o a una loro parte sostanziale o sia assoggetta a procedure concorsuali, costituisce ‘un event of default’ con conseguente esigibilità immediata dell’importo notificato da qualunque obbligazionista al fiscal agent (Bnp Paribas Luxemburg) per capitale e interessi maturati. Per ‘material subsidiary’, sempre per il regolamento, si intende una controllata del garante (Giacomelli Sport Group) i cui ricavi netti o le cui attività nette rappresentino non meno del 10% dei ricavi netti consolidati o delle attività nette consolidate del garante e delle sue controllate.
      PIANO INDUSTRIALE – Il piano di risanamento del gruppo Giacomelli, prossimo al completamento da parte dell’advisor Caretti & Associati, prevede in linea generale che i debiti siano ripianati attraverso i flussi generati dalla conversione di parte dei debiti in capitale, da quelli generali della gestione – insieme a nuove scadenze di parte dei debiti stessi – dalla cessione di attività e dall’aumento di capitale previsto.
      NESSUN ACCORDO – Le manifestazioni di interesse per Giacomelli per ora non si sono ancora tradotte in accordi. Lo si legge in una nota del gruppo di abbigliamento sportivo. "Quanto alle diverse manifestazioni di interesse verso la partecipazione, a vario titolo, al rifinanziamento della società, va precisato che le stesse non si sono ancora tradotte in intese definitive", si legge nel comunicato.
      I DEBITI – La posizione finanziaria netta consolidata del gruppo Giacomelli risulta al 30 maggio negativa per 197 milioni di euro, di cui 54,2 relativi alla componente con scadenza a breve e 142,8 relativi a quella a medio-lungo termine. Quanto alla capogruppo, si legge in una nota, indebitamento a breve risulta di 3,6 milioni, quello a medio-lungo termine di 6,2 milioni. Nei confronti del sistema bancario, inoltre, esistono rate di debito scadute e non pagate per un importo di 23,57 milioni. Nel periodo 1 gennaio-30 maggio, l’esposizione verso il sistema bancario si è ridotta di 35 milioni, di cui 21,6 per il rientro di finanziamenti e 13,4 per richieste di riduzione di affidamenti a breve. Alla stessa data, poi, i debiti verso i fornitori risultano essere pari a 219,64 milioni, di cui 32,4 milioni risultano scaduti da meno di 30 giorni, 27,2 milioni da 30 a 60 giorni e 81,7 da oltre 60 giorni. Il totale degli importi per i quali i fornitori hanno attivato procedure di recupero è di 36,69 milioni. Al 31 marzo 2003, secondo quanto comunica il gruppo, i debiti della Giacomelli si erano attestati a 491,2 milioni, di cui 336 con scadenza a breve e 155,2 a medio-lungo termine.
      CONSIGLI A RAFFICA – I cda di Giacomelli Sport, Longoni Sport e Natura & Sport con all’ordine del giorno la presentazione delle domande di amministrazione controllata, preparate con l’assistenza dello studio Gnudi & Associati. Allo stesso tempo, si legge in una nota , è stato convocato anche il cda della holding per l’esame del piano industriale.


      Giovedì 12 Giugno 2003
      L’indebitamento, a fine marzo, supera i 491 milioni di euro

      Sei istanze di fallimento per il gruppo Giacomelli
      Presentate dai creditori. Piano di risanamento per il rilancio

      Milano.
      Sono sei le istanze di fallimento presentate dai fornitori-creditori nei confronti delle società del Gruppo Giacomelli: le società debitrici sono state convocate al Tribunale di Rimini per l’udienza del 19 giugno. Nello specifico, si legge in una nota, una istanza di fallimento è nei confronti di Giacomelli Group e cinque nei confronti della Longoni Sport. La complessa situazione, tuttavia, «non ha comportato, allo stato, ipotesi di definitiva rottura della relazione con i fornitori, sebbene in alcuni casi si sia verificata l’interruzione delle forniture». Dai contatti con i fornitori, però, è emerso che la continuazione dei rapporti commerciali con la società è strettamente connessa con la soluzione dell’attuale stato di crisi, anche attraverso la soluzione dell’amministrazione controllata delle società del gruppo. Frattanto Gabriella Spada, presidente di Giacomelli Sport Group, e Stefano Pozzobon, amministratore delegato, si sono dimessi dai cda delle società operative del gruppo e sono stati sostituiti da Maurizio Dorigo (nominato presidente), Domenico Libri e Mario Spada.
      Quanto alla situazione del gruppo, risulta negativa per 197 milioni la posizione finanziaria netta consolidata. Per quanto riguarda l’indebitamento, al 31 marzo 2003 ammontava a 491,2 milioni di euro. Giacomelli indica negli «ingenti investimenti effettuati nel 2002» la causa dell’attuale forte esposizione debitoria. Il tentativo operato dal gruppo – continua il comunicato – di allungare i termini del pagamento dei fornitori di Longoni Sport, per allinearli ai termini di pagamento normalmente praticati dalle società della Giacomelli e di ricorrere al finanziamento bancario, non ha avuto successo. Da qui l’attivazione delle procedure di ricorso all’amministrazione controllata, anche alla luce della conclusione negativa delle trattative che intercorrevano con alcune banche, in ordine alla raccolta di nuove risorse per sostenere il rifinanziamento del gruppo.
      Il piano di risanamento del gruppo Giacomelli, prossimo al completamento da parte dell’advisor Caretti & Associati, prevede in linea generale che i debiti siano ripianati attraverso i flussi generati dalla conversione di parte dei debiti in capitale, da quelli generali della gestione – insieme a nuove scadenze di parte dei debiti stessi – dalla cessione di attività e dall’aumento di capitale previsto.






      Aumento di capitale da 50 milioni


      venerdì 13 giugno 2003
      Riammessa Giacomelli

          Giacomelli è stata riammessa in Borsa. Lo ha deciso Borsa Italiana dopo che le società operative del gruppo hanno ieri presentato al tribunale di Rimini le domande di amministrazione con le linee del piano di ristrutturazione finanziaria. Le azioni ordinarie verranno riammesse oggi dalle 12 e verranno negoziate in un’unica fase d’asta. Il piano prevede un aumento di capitale a pagamento da 50 milioni; la dismissione di attività estere e la riscossione di crediti per 50 milioni; accordi con le banche per nuove scadenze dei rimborsi dovuti, anche con un’eventuale conversione dei debiti in capitale








      Rimini – venerdì13 giugno 2003
      Il piano Giacomelli
      La Giacomelli, da oggi riammessa in borsa, ha presentato ieri al Tribunale domanda di amministrazione controllata per le società. Il piano di rilancio prevede un aumento di capitale a pagamento per 50 milioni di euro, dismissioni di attività estere-riscossione di crediti per 50 milioni di euro, il raggiungimento di accordi con i fornitori per definire un piano di rimborso dei debiti, e il raggiungimento di accordi con le banche per il riscadenziamento dei rimborsi dovuti.