Giacomelli: Rassegna sabato 7

09/06/2003

        Sabato 07 Giugno 2003

        FINANZA E MERCATI
        Giacomelli, Cisalfa conferma l’interesse


        MILANO – Il gruppo Cisalfa torna in capo nella partita che si sta giocando per il salvataggio di Giacomelli Sport . Dopo la secca smentita del gruppo riminese, che giovedì aveva negato offerte di acquisto o proposte da parte di Cisalfa, quest’ultima ha contro-replicato: «Cisalfa di recente ha esposto personalmente (non tramite ma presso una banca d’affari) a due advisor del gruppo Giacomelli il proprio interesse a partecipare al risanamento finanziario e patrimoniale, nonché alla ripresa industriale del gruppo riminese». Da fonti vicine a Giacomelli si apprende però che le trattative con un gruppo straniero sarebbero in fase molto avanzata. Chi sia questo "cavaliere bianco" non trapela, ma nei giorni scorsi erano circolati alcuni possibili nomi: Decathlon , Jjb Sport e
        Go Sport .
        La notizia di ieri, comunque, è il "ritorno" in campo di Cisalfa. Il gruppo che fa capo all’imprenditore romano Vincenzo Mancini si è fatto nuovamente avanti. La sua preoccupazione è evidente: qualora a rilevare Giacomelli Sport e Longoni Sport fosse un colosso internazionale, il mercato italiano della vendita di articoli sportivi verrebbe stravolto. Cisalfa respinge al mittente (cioè a Giacomelli Sport) anche le accuse di concorrenza sleale, per le quali «ha provveduto a tutelarsi in sede giudiziaria». Sergio Longoni e Vincenzo Mancini – spiegano infatti i diretti interessati – a ottobre crearono una joint venture denominata Winter & Summer (non consolidata in Cisalfa) con cui sono stati aperti già 4 negozi con l’insegna "SportSpecialist". L’accusa di concorrenza sleale – si legge quindi nella nota – è «assolutamente pretestuosa e infondata».
        Oltre alla partita dei cavalieri bianchi, deve ancora essere risolta quella con la Borsa: il titolo Giacomelli è infatti sospeso dalle contrattazioni da una settimana, quando il gruppo annunciò l’intenzione di chiedere l’amministrazione controllata. Al fine di riammettere il titolo a Piazza Affari, Consob e Borsa hanno inviato ai vertici di Giacomelli una richiesta di chiarimenti, che dovranno essere comunicati al mercato con una nota stampa. Solo allora il ritorno alle contrattazioni sarà possibile.
        MY.L.

        sabato 7 giugno 2003

        Confermato l’interesse a partecipare al risanamento dell’azienda riminese
        Cisalfa, nuovo appello a Giacomelli «Il gruppo deve rimanere italiano»

        MILANO Cisalfa ribadisce il proprio interesse per Giacomelli e si augura che la «preclusione» dell’azienda riminese cada e lasci il posto alla collaborazione per mantenere il gruppo di negozi sportivi riminese in mani italiane.
        Allo stesso tempo l’azienda controllata e presieduta da Vincenzo Mancini respinge ogni accusa di concorrenza sleale. È quanto emerge da una nota emessa all’indomani del comunicato col quale
        Giacomelli negava di aver ricevuto offerte d’acquisto da Cisalfa e sottolineava piuttosto di essere in trattativa con un «primario investitore internazionale».
        Cisalfa fa sapere che Mancini e l’ad Marco Giunta hanno esposto personalmente all’advisor Francesco Caretti e a un collaboratore il proprio interesse a partecipare al risanamento di Giacomelli e alla
        ripresa industriale del gruppo e che hanno illustrato inoltre le linee di un possibile intervento.
        Riguardo poi all’accusa di concorrenza sleale mossa dalla Longoni Sport, oggi controllata per intero da Giacomelli, Cisalfa «ha provveduto a tutelarsi in sede giudiziaria, dimostrando davanti al Tribunale di Lecco come l’iniziativa di Longoni Sport sia assolutamente
        pretestuosa e infondata». La puntualizzazione riguarda l’accusa mossa dal gruppo Giacomelli di concorrenza sleale per le mosse di Sergio Longoni che, dopo aver ceduto la sua azienda al gruppo riminese, ha messo in piedi una società, la Winter&Summer, con Mancini (60% del capitale di Sergio Longoni, 40% Mancini) per gestire
        una nuova catena di negozi sportivi denominata SportSpecialist.


        sabato 7 giugno 2003
        Edizione di: RIMINI
        Giacomelli: la Cisalfa insiste “Il gruppo rimanga in mani italiane”


        MILANO – Cisalfa ribadisce il proprio interesse per Giacomelli e si augura che la “preclusione” dell’azienda riminese cada e lasci il posto alla collaborazione per mantenere il gruppo di negozi sportivi riminese in mani italiane. Allo stesso tempo l’azienda controllata e presieduta da Vincenzo Mancini respinge ogni accusa di concorrenza sleale. È quanto emerge da una nota emessa all’indomani del comunicato col quale Giacomelli negava di aver ricevuto offerte d’acquisto da Cisalfa e sottolineava piuttosto di essere in trattativa con un “primario investitore internazionale”. Cisalfa ha fatto sapere che Mancini e l’ad Marco Giunta hanno esposto personalmente all’advisor Francesco Caretti e a un collaboratore il proprio interesse a partecipare al risanamento di Giacomelli. Cisalfa – si legge nella nota – ritiene che “l’elaborazione di un piano di rilancio sia preliminare rispetto ad ipotesi di acquisizione e ribadisce la disponibilità a collaborare per salvaguardare le realtà aziendali ed occupazionali del gruppo”.





        (sabato 7 giugno 2003)


        SE NON SI ARRIVERà AL FALLIMENTO

        Nuovo aspirante alla Giacomelli

        Pino Miglino


        AREZZO – C’è un terzo aspirante a raccogliere i cocci della Giacomelli. Il Gruppo riminese – che controlla la catena di oltre cento negozi sportivi, con mille dipendenti e quotata alla Star della Borsa – deciderà il 4 luglio per l’amministrazione controllata sotto l’incalzare dei fornitori che reclamano i crediti. Se la situazione non precipiterà nel fallimento, a farsi avanti per rilevare Giacomelli sarà Flaminio Tacconi, 47 anni, dell’omonima società aretina che produce e distribuisce in Italia e all’estero, con 16 negozi e 342 dipendenti, sempre articoli sportivi. Tacconi punta a Giacomelli perchè già aveva nei piani di arrivare a 50 negozi entro il 2007. E assicura che il Gruppo riminese non è un boccone troppo grande. Fa capire che al momento opportuno potrebbe avere un socio o guidare una cordata di altri imprenditori aretini. Per presentare l’offerta (ovviamente rifiuta di rivelare fino a quanti euro potrebbe arrivare) sventola anche il tricolore. «Non è nazionalismo,– dice – ma scendo in campo per impedire che un altro pezzo d’Italia finisca in mano straniere, ai francesi della multinazionale Decathlon». E rivela così il nome dell’«investitore internazionale» interessato alla Giacomelli rimasto finora sconosciuto. «Ormai – continua Tacconi – il nostro alimentare è per il 90 per cento in mano a francesi e tedeschi. Ora vogliamo perdere anche il mercato sportivo?». Per la verità, l’altro gruppo che vorrebbe rilevare la Giacomelli è il suo concorrente diretto, la Gisalfa, che con un centinaio di negozi ha all’incirca le stesse dimensioni. Tacconi è convinto però abbia un una carta in meno da giocare: «La Gisalfa ha metà dei negozi a poca distanza da quelli della Giacomelli: il rischio è di farsi concorrenza in casa. Di ciò dovrà tenere conto nell’offerta, che inevitabilmente sarà più bassa della nostra».