Giacomelli: Rassegna lunedì 2

03/06/2003





FINANZA
lunedi 02 Giugno 2003
pag. 33

Giulio Baresani

"Giacomelli getta un’ombra sullo Star"


di ETTORE LIVINI


Dottor Giulio Baresani, amministratore delegato di Euroconsult Sgr, per le Pmi italiane non sembra un gran momento. Giacomelli studia l’amministrazione controllata, molte altre realtà arrancano sul Nuovo Mercato. Cosa succede?
«Per le realtà del Nuovo mercato la cosa ci sta. Spesso (come chiedevano anche i risparmiatori) sono stati quotati dei progetti e non delle realtà. E non tutti hanno funzionato. Anche se ci sono casi tipo Opengate — dove gli amministratori vendono azioni e contemporaneamente avviano aumenti senza garanzia — che non sono certo edificanti. Per Giacomelli il colpo è più grave».
Perché?
«Perché Giacomelli stava allo Star, che dovrebbe essere un circuito a prova di sorprese. Quello cui tra l’altro guardano molti investitori esteri perché ha aziende manifatturiere leader nei loro prodotti. Nel Mib30 ormai ci sono solo banche, EniEnel e utilities; i fondi esteri di occasioni come queste ne trovano a decine in Europa. Il made in Italy manifatturiero, che già ora soffre per l’euro forte, è presente invece in massa sullo Star e rischia ora di pagare un pedaggio al caso Giacomelli. Tanto che si moltiplicano i delisting e nessuno bussa alla porta di Piazza Affari».
Di chi è la colpa?
«Nel caso di Giacomelli di una strana quotazione, che è servita a tirar su soldi poi utilizzati per comprare Longoni a prezzi stellari. Più in generale il problema è generato da un insieme di concause: il momento difficile del mercato, la mancanza in Italia di una cultura del private equity, cresciuta solo negli ultimi due anni e di fondi specializzati nelle small cap. Ma anche di imprenditori grandi (tipo Ferrero e Barilla) disposti a presentarsi sul mercato e di piccoli che si quotano solo quando sono davvero costretti».
Ma ci saranno pure degli esempi virtuosi…
«Sì, quelle medie imprese che si sono quotate attraverso aumenti di capitale e non hanno sperperato i loro soldi quando tutto costava troppo. Ad esempio la Cairo. Ma in questo periodo le Borse si muovono solo sui flussi, non sulla base di una scelta ragionata dei titoli. E allora in questi casi, a maggior ragione quando spuntano delusioni come quelle di questi giorni, preferiscono trascurare le Pmi e puntare sulle blue chip».