Giacomelli: Rassegna giovedì 9/10/03

09/10/2003



      Giovedí 09 Ottobre 2003

      FINANZA E MERCATI
      Per Giacomelli offerta blindata da Cisalfa
      FABIO TAMBURINI


      MILANO – I magistrati del tribunale di Rimini si avviano a deliberare lo stato d’insolvenza per il Giacomelli group , che aprirà la strada all’amministrazione straordinaria.
      E, contemporaneamente, i vertici della Cisalfa hanno presentato una offerta per rilevare un numero massimo di 80 negozi della catena commerciale, cioè quasi tutti quelli aperti sul mercato italiano. L’offerta risulta intorno a 13 milioni di euro, ma è condizionata. La validità ha come termine il 15 novembre perché la situazione del gruppo viene considerata drammatica e, oltre quella data, le speranze di rilancio vengono considerate inesistenti. L’offerta è stata presentata ieri soltanto da Cisalfa mentre (per il momento) si sono defilati la famiglia Longoni e il gruppo Tacchini, che ritengono l’operazione troppo rischiosa. Le caratteristiche essenziali della proposta di acquisto sono quattro: la scadenza non è rinviabile, l’occupazione è assicurata per 1400 dipendenti e per almeno tre anni, i 13 milioni di euro saranno garantiti da una fideiussione e pagati mediante accollo dei tfr (i trattamenti di fine rapporto dei dipendenti) e di altri debiti o spese necessarie per recuperare l’operatività, gli stock di merce attuali esistenti nei negozi del gruppo verranno pagati al momento in cui saranno ceduti al prezzo di vendita meno l’usuale margine commerciale del 40%.
      L’offerta di Cisalfa, che ha chiuso il 2002 con un giro d’affari consolidato intorno a 310 milioni di euro, ha come presupposto che per una società commerciale come Giacomelli un periodo lungo di crisi rischia di rivelarsi mortale. Anche perché parte dei punti vendita risultano in affitto presso centri commerciali e i contratti sono rescindibili in caso di procedura concorsuale. Inoltre, in mancanza di merce adatta, per quantità e gamma di prodotto, nei prossimi mesi i negozi del gruppo avranno fatturati molto bassi rischiando di perdere i rapporti con buona parte della clientela e i dipendenti più qualificati. Basta considerare che attualmente il giro d’affari dei negozi principali è intorno al 20% di quello precedente alla crisi e la campagna di Natale si prospetta disastrosa perché i fornitori hanno bloccato le consegne dei prodotti.
        Economia




      09.10.2003
      Giacomelli, offerta di Cisalfa

      Avanzata una proposta di acquisto per 80 negozi del gruppo di Rimini in difficoltà


      MILANO Cisalfa Sport ha presentato al tribunale di Rimini un’offerta d’acquisto sui circa 80 negozi Giacomelli Sport.
      Lo ha annunciato la società in una nota precisando che nel caso di
      accettazione dell’offerta verrà mantenuto l’attuale livello di occupazione, con 1.400 dipendenti nei punti vendita interessati dall’offerta. Giacomelli Sport Group aveva annunciato la scorsa settimana di aver depositato al tribunale di Rimini la richiesta di amministrazione straordinaria per sè e per le controllate operative
      del gruppo. «I tempi dell’operazione saranno lunghi – dichiara Marco
      Giunta, amministratore delegato di Cisalfa Sport – poiché saranno condizionati dalla complessità dell’iter procedurale relativo all’amministrazione straordinaria cui sarà sottoposto il gruppo Giacomelli. Presumibilmente la conclusione dell’operazione dovrebbe avere luogo tra febbraio e marzo 2004». L’operazione sarà gestita da una nuova società (newco), in cui Cisalfa Sport sarà l’azionista di
      riferimento, e prevede l’accollo dei debiti nei confronti dei dipendenti e degli enti previdenziali.
      Intanto è attesa a giorni la dichiarazione dello stato di insolvenza del
      gruppo Giacomelli che apre la strada alla Prodi bis. Ieri mattina, intanto, i rappresentanti della società (assistita legalmente dal professor Mario Santaroni) e il ministero delle attività produttive
      hanno incontrato il giudice del tribunale di Rimini, Guido Federico.
      Questa udienza dovrebbe preludere a quella chiave che dovrebbe essere convocata entro la fine della settimana.


      Rimini, 9 ottobre 2003


      Un’offerta d’acquisto per la Giacomelli Sport

      Un’offerta per la Giacomelli Sport, proprio il giorno dell’udienza per l’ammissione all’amministrazione straordinaria, su cui il giudice deciderà probabilmente oggi. A farla è stata la Cisalfa Sport che ha presentato al Tribunale di Rimini un’offerta di acquisto sui circa 80 negozi di Giacomelli Sport. Lo ha annunciato la stessa società lombarda, la quale precisa in una nota che nel caso di accettazione, verrà mantenuto l’attuale livello di occupazione, con 1.400 dipendenti nei punti vendita interessati dall’offerta.
      «I tempi dell’operazione saranno lunghi — dice Marco Giunta, amministratore delegato di Cisalfa Sport — poichè saranno condizionati dalla complessità dell’iter procedurale, relativo all’amministrazione straordinaria cui sarà sottoposto il gruppo Giacomelli. Presumibilmente, la conclusione dell’operazione dovrebbe avere luogo tra febbraio e marzo 2004». L’operazione sarà gestita da una nuova società, in cui la Cisalfa sarà l’azionista di riferimento, e prevede l’accollo dei debiti nei confronti dei dipendenti e degli enti previdenziali





      Lombardia
      9 ottobre 2003

      Il marchio lecchese coinvolto dalla crisi del Gruppo Giacomelli, in amministrazione straordinaria

      Longoni sport, a rischio trecento posti di lavoro

      BARZANÒ (Lecco) – Un simbolo dello sport italiano rischia di scomparire e 300 dipendenti del Gruppo Giacomelli – proprietario del marchio Longoni Sport – potrebbero ritrovarsi senza lavoro dal prossimo 16 novembre. Il Tribunale di Rimini ha infatti ammesso il Gruppo Giacomelli Sport all’amministrazione straordinaria e una soluzione deve essere trovata entro il 15 novembre. È vero che tre gruppi, Tacchini, Cisalfa (che ha fatto un’offerta per l’acquisto di 80 negozi) e lo stesso Longoni potrebbero essere interessati a rilevare l’attività della Giacomelli Sport: «I tempi dell’operazione saranno lunghi – dichiara Marco Giunta, amministratore delegato di Cisalfa -, ma se la nostra offerta sarà accettata manterremo anche l’attuale livello di occupazione». Ma a Barzanò, il paese in provincia di Lecco dove la famiglia Longoni ha costruito le sue fortune, si vivono momenti di passione. «L’unica certezza – confermano i dipendenti – è che avremo lavoro fino al 15 novembre, poi non si sa cosa potrà accadere». Quel «laboratorio», da decenni simbolo dell’alpinismo italiano, si presenta oggi con capi di abbigliamento e attrezzature sportive di qualche mese fa. Segno evidente del momento difficile. «Questo – si chiedeva un giovane alpinista lecchese – non era il punto-vendita più importante d’Italia?».
      Qualcosa è cambiato. La Longoni è nata nella metà del secolo scorso: Sergio Longoni l’ha sviluppata portandola a 25 punti-vendita, il 90 per cento dei quali in Lombardia. Erano gli anni del boom economico, ma anche dalla grande attrattiva delle imprese alpinistiche e dello sci. Poi, nel 2002, la svolta: Sergio Longoni cede alla concorrente «Giacomelli Sport» marchio e punti-vendita per 76 milioni di euro. Da lì inizia il declino. Ora la posizione finanziaria della Giacomelli Sport si è appesantita: 222,3 milioni di debiti verso i fornitori, 196 milioni di euro di passivo nei primi 5 mesi del 2003. Ora è stata accolta la richiesta di amministrazione controllata e una soluzione deve essere trovata entro 35 giorni.
      A Barzanò si vive ancora nel ricordo delle emozioni delle stagioni d’oro e si pensa soprattutto a quella frase pronunciata nel giorno dell’addio (30 luglio 2002) da Sergio Longoni: «Siete come miei figli, sarete nel mio cuore per sempre».

      Angelo Panzeri