Giacomelli: Rassegna giovedì 12

12/06/2003

    Giovedí 12 Giugno 2003
    FINANZA E MERCATI


    Giacomelli, Spada lascia le controllate


    MILANO – Situazione debitoria «estremamente pesante». Domande per l’amministrazione controllata «in via di completamento». Sei istanze di fallimento già presentate. Dimissioni dai consigli di amministrazione delle società operative di Gabriella Spada e Stefano Pozzobon. È un fiume di annunci e precisazioni il comunicato che ieri pomeriggio – su sollecitazione di Consob e Borsa – il gruppo Giacomelli Sport ha diffuso al mercato. Un fiume che, di fatto, conferma tutto quanto era già noto. E aggiunge qualche particolare in più.
    Rivoluzioni in cda. La prima novità che emerge dal comunicato riguarda i cda delle controllate Giacomelli Sport, Longoni Sport e Natura & Sport. Gabriella Spada e Stefano Pozzobon hanno infatti rassegnato le dimissioni e le assemblee totalitarie hanno nominato tre nuovi consiglieri: Maurizio Dorigo (presidente del cda), Domenico Libri e Mario Spada (fratello di Gabriella). Per quanto riguarda la Holding quotata in Borsa (Giacomelli Sport Group), il 9 maggio si erano dimessi Emanuele Giacomelli, Pietro Mazzola e Marino Bastianini: questo cda è quindi ancora formato da Gabriella Spada, Stefano Pozzobon e Mario Spada. Fallimento e amministrazione controllata. La seconda novità che emerge riguarda le istanze di fallimento. Oltre a quella anticipata dal «Sole 24 Ore» per contro la società Ande srl di Lecco, ieri si è appreso che esistono altre 5 istanze nei confronti di Longoni Sport spa. Le società debitrici – si legge – sono state convocate all’udienza del 19 giugno. Ma altri creditori scalpitano per portare i libri in Tribunale. Due aziende (K2 Sport e Travel Division), che hanno già notificato un’intimazione di pagamento nei confronti di Longoni Sport e Giacomelli Sport, potrebbero infatti aggiungersi presto ai sei creditori che hanno depositato istanza di fallimento. A dichiararlo è il loro avvocato, Maurizio Spinella: «Dopo aver letto il comunicato di Giacomelli – afferma – stiamo valutando di presentare istanze di fallimento anche per conto di K2 Sport e Travel Division».
    In questo contesto Giacomelli ribadisce nella nota l’intenzione di richiedere – per le controllate Giacomelli Sport spa, Longoni Sport spa e Natura & Sport srl – l’amministrazione controllata. La nota conferma anche che l’assemblea straordinaria di Giacomelli Sport Group il 4 luglio sarà chiamata a valutare l’analoga iniziativa per la holding quotata in Borsa. È dunque verosimile ipotizzare che il Tribunale di Rimini valuterà queste richieste della società congiuntamente con le istanze di fallimento, scegliendo poi l’una o l’altra strada.
    Debiti e bond. La nota entra poi nel dettaglio della situazione debitoria definita «estremamente pesante». Al 31 marzo 2003, il gruppo aveva un totale di 491,2 milioni di euro di debiti. E al 30 maggio 2003 la posizione finanziaria netta consolidata risultava di 197 milioni di euro. Per questo il piano di risanamento – attualmente in «fase di ultimazione» – prevede al primo punto «il riscadenziamento di parte dei debiti». Incluso il prestito obbligazionario: «Nell’ambito del piano – si legge infatti – sarà prevista la proposta di rinegoziazione dei termini del bond». Questa affermazione, in realtà, ha lasciato perplessi gli addetti ai lavori: secondo il regolamento del bond, infatti, qualsiasi modifica alla sua struttura deve essere approvata da un’assemblea degli obbligazionisti.
    Cavalieri bianchi. Per quanto riguarda le manifestazioni di interesse (nei giorni scorsi si era parlato di Cisalfa, Go Sport, Jjb Sport e Decathlon) Giacomelli precisa che non si sono ancora tradotte in intese definitive.
    Piazza Affari può attendere. Il titolo Giacomelli, sospeso dalle contrattazioni da circa 2 settimane, rimarrà fuori dalla negoziazione anche oggi. Ieri sera si sono infatti riuniti i cda delle tre società operative e della holding: Borsa italiana attende quindi il comunicato – che dovrebbe arrivare questa mattina – sull’esito. I cda delle società operative avevano all’ordine del giorno l’approvazione delle domande di amministrazione controllata. Mentre il consiglio della holding doveva esaminare il piano industriale. Oggi ci sarà un nuovo comunicato stampa. E domani, se sarà ritenuto soddisfacente da Borsa e Consob, Giacomelli potrebbe tornare a "navigare" sulle difficili acque di Piazza Affari.

    MORYA LONGO

    ItaliaOggi (Mercati e Finanza)
    Numero
    138, pag. 7 del 12/6/2003

    Giacomelli.
    Già pervenute sei istanze di fallimento

    Sono finora pervenute a Giacomelli sei istanze di fallimento da parte dei creditori della società, di cui una indirizzata alla Giacomelli sport group e cinque alla controllata Longoni sport. Intanto martedì Maurizio Dorigo è stato nominato presidente di tutte le società in sostituzione della dimissionaria Gabriella Spada. Ieri sera si sono tenuti i cda per l’approvazione della presentazione delle domande di amministrazione controllata, in coerenza con il piano di risanamento finanziario.

    Si è arrivati al ricorso all’amministrazione controllata, secondo la società, per gli ´ingenti investimenti effettuati nel 2002 e finanziati ricorrendo all’indebitamento’. La posizione finanziaria netta del gruppo, al 30 maggio, era negativa per 197 milioni di euro, a fronte di un valore negativo per 196,7 al 31 marzo. Verso il sistema bancario esistono rate di debito scadute e non pagate per 23,57 milioni e nel 1° gennaio-30 maggio l’esposizione verso il sistema bancario si è ridotta a 35 milioni di euro. Il piano di risanamento prevede l’utilizzo dei flussi finanziari generati dalla gestione, il riscadenzamento di parte dei debiti; la conversione di parte dei debiti in capitale; la cessione di attività e l’aumento di capitale.


    giovedì 12 giugno 2003

    Ufficializzate ieri le dimissioni di Gabriella Spada
    dalla presidenza del gruppo in grave crisi finanziaria
    Giacomelli sport, se ne va
    la manager simbolo

    MILANO La notizia era nell’aria, dopo l’esplodere della grave
    crisi finanziaria che ha costretto il gruppo a chiedere
    l’amministrazione controllata, ma ieri c’è stata
    l’ufficializzazione della cosa: Giacomelli Sport ha annunciato
    in una nota le dimissioni di Gabriella Spada e Stefano Pozzobon
    dalle cariche rispettivamente di presidente e amministratore
    delegato nonché dai consigli d’amministrazione delle società
    operative del gruppo, Giacomelli sport, Longoni sport e
    Natura&Sport.
    E, soprattutto, non passa inosservata l’uscita di scena di Gabriella
    Spada, la donna manager dal look aggressivo, particolarmente
    attenta ai rapporti con i media, che era divenuta il simbolo dei
    megastore sportivi durante gli anni di travolgente crescita.
    Lo stesso gruppo ha reso noto che le assemblee delle società
    operative hanno provveduto alla nomina dei nuovi consiglieri nelle
    persone di Maurizio Dorigo (nominato presidente), Domenico
    Libri e Mario Spada.
    I nuovi cda del gruppo sono stati subito convocati ieri sera per
    l’approvazione, fra l’altro, della presentazione della domanda di
    amministrazione controllata.
    Per il ripianamento dei debiti, la causa prima dell’attuale crisi, il
    piano di risanamento, in fase di ultimazione, prevede l’utilizzo
    della provvista derivante dai flussi finanziari generati dalla gestione.
    Inoltre, è previsto il riscadenziamento di parte dei debiti stessi,
    un aumento di capitale oltre che dalla cessione di alcune attività.
    Quanto alle manifestazioni di interesse arrivate finora, si è parlato
    nei giorni scorsi del gruppo Cisalfa, il comunicato di Giacomelli
    scrive che «le stesse non si sono ancora tradotte in intese definitive».
    Sul fronte finanziario la posizione finanziaria netta consolidata
    del gruppo al 31 maggio risultava negativa per 197 milioni
    di euro comparato con i 196,7 milioni di fine marzo.
    Infine, l’indebitamento al 31 marzo risultava invece pari a 491,2
    milioni di euro.
    Nel frattempo il titolo Giacomelli con ogni probabilità rimarrà
    sospeso anche oggi dalle contrattazioni di Borsa. Soltanto dopo
    le comunicazioni relative ai cda svoltisi ieri sera, infatti, Consob
    e Borsa italiana dovrebbero avere tutti gli elementi per prendere
    una decisione sulla riammissone del titolo, sospeso ormai da
    vari giorni.


    giovedì 12 giugno 2003

    Giacomelli, esce Gabriella Spada. Rischio bond

    La richiesta di amministrazione controllata fa entrare il prestito da 100 milioni in pericolo di insolvenza. I titoli restano sospesi in Borsa
        E’ arrivata la resa dei conti per Giacomelli Sport Group, la maggiore holding commerciale italiana dell’abbigliamento e delle attrezzature sportive che controlla le società operative Giacomelli Sport, Longoni Sport e Natura&sport. Ieri sera, mentre il consiglio d’amministrazione del gruppo si riuniva per esaminare il piano di risanamento finanziario che sta per essere messo a punto insieme all’ advisor Caretti & Associati, i consigli delle controllate hanno presentato ufficialmente richiesta di amministrazione controllata. Una decisione che significa l’insolvenza per l’obbligazione da 100 milioni di euro emessa dalla lussemburghese Giacomelli Sport Finance, con rimborso il 7 marzo 2007. E intanto la crisi si è già tradotta nell’azzeramento del vertice: il presidente del gruppo, Gabriella Spada, e l’amministratore delegato Stefano Pozzobon si sono dimessi dai consigli delle aziende controllate, sostituiti Maurizio Dorigo, Domenico Libri e Mario Spada. Così, dopo la sospensione della scorsa settimana, il titolo Giacomelli è rimasto fuori dalle contrattazioni in Borsa anche per tutta la giornata di ieri. E lo resterà anche oggi, fino a che Consob e Borsa non avranno a disposizione tutti gli elementi per decidere se riammetterlo o meno.
        Sul crollo del gruppo pesano le sei istanze di fallimento presentate dai fornitori (una per Giacomelli Sport Group e cinque per Longoni Sport) al Tribunale di Rimini, che ha convocato per parti per il 19 giugno. Al 30 maggio scorso, i debiti verso i fornitori risultavano pari a 219,64 milioni di euro (di cui 32,4 milioni scaduti da 30 giorni, 27,2 milioni fra i 30 e i 60 giorni, 81,7 oltre i 60 giorni).
        Le procedure di recupero avviate dai fornitori riguardano 36,69 milioni. Nei confronti del sistema bancario, invece, il gruppo registra rate di debito scadute e non pagate per 23,57 milioni di euro, mentre nel periodo dal primo gennaio al 30 maggio l’esposizione si è ridotta di 35 milioni. Secondo quanto reso noto, i debiti complessivi di Giacomelli Sport Group raggiungevano al 31 marzo scorso i 491,2 milioni di euro, dei quali 336 con scadenza a breve e 155,2 a medio o lungo termine. Al 30 maggio scorso, la posizione finanziaria netta consolidata del gruppo risultava in rosso per 197 milioni di euro, di cui 54,2 milioni legati con scadenza a breve termine.
    R. F.


     
    24 Ore
    giovedì 12 giugno 2003, S. Basilide
       
    Giacomelli Sport udienza il 19
    per il fallimento


    RIMINI. Sono 6 le istanze di fallimento presentate dai fornitori-creditori nei confronti delle società del gruppo Giacomelli: le società debitrici sono state convocate presso il Tribunale di Rimini per l’udienza del 19 giugno. La complessa situazione, tuttavia, "non ha comportato, allo stato, ipotesi di definitiva rottura della relazione con i fornitori, sebbene in alcuni casi si sia verificata l’interruzione delle forniture". Dopo le dimissioni di Gabriella Spada e Stefano Pozzobon dal cda di Giacomelli, la società ha convocato ieri sera i nuovi cda delle varie società del gruppo per l’approvazione della presentazione delle domande di amministrazione controllata, in coerenza con il piano di risanamento finanziario. E’ stato anche convocato il cda della Giacomelli Sport Group Spa per l’esame del piano industriale.
    La posizione finanziaria netta consolidata del gruppo Giacomelli risulta al 30 maggio negativa per 197 milioni di euro, di cui 54,2 relativi alla componente con scadenza a breve e 142,8 relativi a quella a medio-lungo termine.
    L’ammissione all’amministrazione controllata è però motivo di insolvenza per il bond da 100 mln di euro emesso dalla lussemburghese Giacomelli Sport Finance, con rimborso al 7 marzo 2007.





    Rimini - giovedì 12 giugno 2003

    Gabriella Spada, dimissioni fra i debiti

    Gabriella Spada, presidente di Giacomelli Sport Group, e Stefano Pozzobon, amministratore delegato, si sono dimessi dai consigli di amministrazione delle società operative del gruppo, Giacomelli Sport, Longoni Sport e Natura Sport. Gabriella Spada, 37 anni, originaria di Porretta Terme, da dieci vive a Rimini dove aveva aperto il quartier generale del suo impero. Ha cominciato la carriera con l’apertura del primo negozio «Giacomelli» all’iper di Savignano. Per esclusivo hobby personale aveva dato vita, in uno storico palazzo del centro storico, ad un centro benessere.
    Ieri, le assemblee delle società, preso atto delle dimissioni, hanno provveduto alla nomina dei nuovi consiglieri nelle persone di Maurizio Dorigo (nominato presidente), Domenico Libri e Mario Spada.
    In serata sono stati convocati i consigli di amministrazione della holding e delle controllate per la richiesta di amministrazione controllata.
    In un comunicato sollecitato da Consob e Borsa, dove il titolo non è ancora stato riammesso alla quotazione, Giacomelli indica negli «ingenti investimenti effettuati nel 2002» la causa dell’attuale forte esposizione debitoria». Tra questi investimenti, in particolare, l’apertura di 45 nuovi punti vendita e l’acquisizione di Longoni Sport per 76 milioni.
    Si è, intanto, appreso che sono sei le istanze di fallimento presentate dai fornitori-creditori nei confronti delle società del gruppo Giacomelli: le società debitrici sono state convocate presso il Tribunale di Rimini per l’udienza del 19 giugno.
    La posizione finanziaria netta consolidata del gruppo Giacomelli risulta al 30 maggio negativa per 197 milioni di euro. Alla stessa data, poi, i debiti verso i fornitori risultano essere pari a 219,64 milioni.


    giovedì 12 giugno 2003

    Pagina 46 – Economia
    LA CRISI
    Obbligazioni Giacomelli lo spettro del "default" MILANO – «Riconversione di parte dei debiti in capitale». È questa la minaccia che il piano di risanamento di Giacomelli potrebbe riservare agli obbligazionisti e che riporta alla mente la triste sorte dei risparmiatori avventuratisi nei castelli finanziari di Sergio Cragnotti. Sì, perché se le trattative con le banche non hanno dato frutti e quelle con i fornitori neppure, l´ultima spiaggia è quella di rivolgersi ai risparmiatori. Non c´è ancora nulla di ufficiale, visto che solo in giornata potrebbero essere comunicate le linee di massima del piano presentato ieri dalla Caretti & Associati. Ma il timore che i possessori dei bond Giacomelli, in scadenza nel 2007, possano essere chiamati a un sacrificio è legittima. Le banche hanno già iniziato a richiamare i prestiti, pari a un totale di 112 milioni di euro. Da inizio anno l´esposizione del sistema creditizio si è ridotta di 35 milioni di euro. Anche l´approccio con i fornitori, che si aspettano dal gruppo 222 milioni, non è stato dei migliori. Nessuno ha accettato di allungare i tempi dei pagamenti e sei hanno chiesto il fallimento. Se si pensa, poi, che agli azionisti verrà richiesto un aumento di capitale da 50 milioni, gli unici creditori non ancora chiamati in causa dagli advisor sono gli obbligazionisti. E la minaccia del default e della conversione in capitale è piovuta come un macigno tra gli istituzionali, presso i quali è stato collocato il 40% del bond Giacomelli, pari a 100 milioni di euro.
    (w.g.)