Giacomelli: Rassegna domenica 1

03/06/2003



domenica 1 giugno 2003
    In crisi la capogruppo Giacomelli
    La Longoni Sport
    potrebbe essere ceduta
    In lizza c’è Cisalfa

    e.a.

    COLONNELLA. La Longoni Sport, catena di negozi che ha un punto vendita anche nel centro commerciale Val Vibrata di Colonnella, potrebbe presto andare in amministrazione controllata e successivamente essere ceduta. E’ la conseguenza della crisi che ha investito un altro colosso del settore, la Giacomelli Sport, società che l’anno scorso ha acquistato la Longoni.
    I problemi finanziari per la Giacomelli sono sorti proprio quando ha deciso di rilevare la Longoni, sua concorrente, acquistandola per 76 milioni di euro. Un salasso troppo grande anche per un colosso come Giacomelli, che ha visto crollare il suo titolo, e adesso le due società messe insieme valgono in Borsa 24 milioni di euro. Per correre ai ripari i vertici della Giacomelli hanno deciso di chiedere l’amministrazione controllata per alcune società del gruppo, ma la prospettiva per la Longoni sembra essere la cessione, operazione che dovrebbe portare liquidità immediata e turare le falle finaziarie della società capogruppo. Tra i possibili acquirenti potrebbe esserci la Cisalfa, un’altra importante società del settore, che si era già avvicinata al Teramano negli anni scorsi, quando si fece il suo nome per l’acquisizione della Perini Sport. Per comprare la Longoni, nel marzo del 2002, la Giacomelli collocò obbligazioni per un ammontare di 100 milioni di euro, titoli in gran parte acquistati da risparmiatori privati. Il prestito scade nel 2007 e quindi ci sarebbe il tempo per rimediare: la vendita della Longoni sarebbe appunto una delle strade indicate dalla dirigenza di Giacomelli per reperire la liquidità necessaria.

Corriere Romagna

domenica 1 giugno 2003
Edizione di: RIMINI
Giacomelli, forse nuovi soci
RIMINI – Cresce la preoccupazione, anche per le possibili ricadute occupazionali, per la difficile situazione della Giacomelli dopo la richiesta da parte dei vertici dell’ammissione all’amministrazione controllata per le principali società del gruppo. Anche la holding quotata in Borsa sembra incamminata sulla stessa strada, ma la decisione finale verrà presa dall’assemblea dei soci soltanto a luglio. In difficoltà a far fronte ai propri impegni, la società, per evitare il crac, ha scelto di ricorrere alla procedura che, in pratica, congela i debiti del passato. Con il benestare del tribunale potrà avere un paio d’anni a disposizione per un rilancio sotto tutela. L’amministrazione controllata potrebbe quindi risultare compatibile con le direttive aziendali di ristrutturazione e consolidamento dei debiti sociali, di dismissione degli assets non strategici, nonchè di rifinanziamento attraverso un aumento di capitale sociale. Nel bilancio del gruppo l’esposizione verso gli obbligazionisti (100 milioni) è quasi pari a quella nei confronti delle banche (112 milioni). In totale i debiti al netto dei crediti ammontano a 196 milioni, quasi cinque volte i mezzi propri. L’indebitamento con i fornitori risulta pari a 222 milioni. La necessità è quella di fare cassa: non si ecsclude l’ingresso di nuovi soci.