Giacomelli: Rasegna venerdí 20

20/06/2003



      Venerdí 20 Giugno 2003


      Giacomelli appesa a un filo

      Rinviate le udienze, mentre salgono a 11 le istanze di fallimento

      MORYA LONGO
      MILANO – I due "piatti della bilancia" del gruppo Giacomelli per ora rimangono in equilibrio. Da una parte ci sono le richieste di amministrazione controllata e dall’altro le istanze di fallimento, che secondo quanto risulta al «Sole 24 Ore» sarebbero salite in questi giorni a 11 dalle 6 fino a ieri conosciute. A prendere una decisione su quale "piatto" far pesare di più è chiamato il Tribunale di Rimini. Dove ieri si sono tenute le prime udienze: una per il ricorso presentato dal collegio sindacale nei confronti del consiglio di amministrazione di Giacomelli; una per l’istanza di fallimento presentata nei confronti della capogruppo Giacomelli Sport Group; altre per valutare le istanze di fallimento depositate nei confronti di Longoni Sport.
      Tutte sono state però rinviate. Per quanto riguarda Longoni Sport, il giudice delegato Guido Federico ha rinviato tutto a settembre. Per un motivo semplice: il 26 giugno saranno ascoltati gli amministratori di Giacomelli e sarà affidato al professore Bastia dell’Università di Bologna l’incarico di verificare se vi siano i presupposti per accogliere le richieste di amministrazione controllata per Giacomelli Sport, Longoni Sport e Natura & Sport. I risultati delle perizie dovrebbero arrivare entro qualche settimana e solo dopo il giudice potrà decidere se concedere l’amministrazione controllata alle società operative oppure se procedere con il fallimento: per questo le udienze sono state rinviate al 18 settembre. Diversa invece la storia dell’istanza di fallimento nei confronti della capogruppo Giacomelli Sport Group.
      In questo caso non è stata richiesta (ancora) la procedura di amministrazione controllata (è però convocata per il 4 luglio un’assemblea straordinaria per valutare questa ipotesi): il giudice ha quindi rinviato tutto al 22 luglio per acquisire nuove documentazioni e conoscere anche la decisione dell’assemblea di Giacomelli del 18 luglio (quella chiamata a decidere sull’aumento di capitale).
      La situazione, dunque, rimane appesa a un filo. Su cui pesa un fardello sempre più grande: undici istanze di fallimento. Alle sei già note, infatti, se ne sono aggiunte altre: proprio in questi giorni l’avvocato Maurzio Spinella ha presentato quelle nuove per conto di K2 Sport (contro Giacomelli Sport), Chervò (contro Longoni), Ande (questa volta contro Giacomelli Sport) e Travel Division (contro Longoni).
      Oltre a queste quattro e alle sei istanze già note ne risulterebbe inoltre un’undicesima

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      venerdì 20 giugno 2003

      Il 22 luglio il Tribunale si pronuncerà sull’istanza di uno dei creditori
      Giacomelli, fra rischio di fallimento
      e richiesta di amministrazione controllata

      MILANO È slittata al 22 luglio l’udienza del tribunale civile di Rimini chiamato a pronunciarsi
      sull’istanza di fallimento della Giacomelli Sport Group presentata dalla Ande Srl di Lecco, società fornitrice di attrezzature da alta montagna che con l’azienda riminese vanta un credito di un milione di euro.
      Compariranno davanti al giudice Guido Federico il 22 settembre, invece, una decina di creditori
      che sempre nella giornata di ieri hanno presentato analoghe istanze di fallimento verso iacomelli
      Sport, Longoni Sport, Natura & Sport.
      Il tribunale ha esaminato anche la richiesta di amministrazione controllata avanzata dagli ex
      amministratori Gabriella Spada, Mario Spada e Stefano Pozzobon (quest’ultimo presentatosi dimissionario davanti al giudice). Richiesta motivata, appunto, con l’impossibilità di far fronte agli impegni finanziari con i fornitori. La decisione sul merito sarà presa il 26 giugno, quando il tribunale esaminerà la relazione del perito incaricato di valutare il piano di risanamento del gruppo, il professor Bastia.
      Una deliberazione resa possibile anche dalla disponibilità del collegio sindacale che, prima volta
      in Italia, si era rivolto al tribunale disconoscendo i vertici aziendali e chiedendone la sostituzione
      «forzata».
      Ora, davanti ai mutamenti dei vertici aziendali ed al progetto in fase di studio di salvataggio del
      Gruppo Giacomelli, il collegio ha offerto una nuova apertura di credito.







      venerdì 20 giugno 2003

      Un mese per la Giacomelli
      Sono sfilati per tutta la mattina ieri davanti al giudice Guido Federico i rappresentanti del gruppo Giacomelli e i creditori che hanno chiesto il fallimento della Giacomelli Sport Group e delle sue controllate Giacomelli Sport, Longoni Sport e Natura e Sport.
      Sono due le opzioni in campo sulle quali è chiamato pronunciarsi il tribunale civile riminese, con giudice relatore Guido Federico: la richiesta di amministrazione controllata e l’istanza di fallimento. Dopo aver ascoltato l’azienda, i cui vertici saranno completamente rinnovati nella prossima assemblea convocata per il 4 luglio e che ha in programma un aumento di capitale sociale, il giudice ha sentito una decina di creditori e poi ha deciso di affidare al professor Bastia dell’Università di Bologna la consulenza per verificare se esistano le condizioni per l’mministrazione controllata. L’incarico sarà conferito il 26 giugno mentre i risultati della perizia dovrebbero essere nelle mani del tribunale intorno al 20 luglio.
      Il 22 luglio invece è stata fissata la prossima udienza che potrebbe decidere riguardo alle istanze di fallimento avanzate dai creditori. In caso questa data slitti è già fissata una nuova udienza per settembre.
      Per quanto riguarda l’esposizione del gruppo di parla di 220 milioni di euro verso i fornitori, per lo più grosse marche di abbigliamento, di 80 milioni sarebbe l’indebitamento verso le banche e 100 milioni sempre di euro per quanto riguarda le obbligazioni.
      Nella foto Gabriella Spada, ex amministratore delegato della Giacomelli Sport Group


      Data pubblicazione:19-06-2003

      Giacomelli, oggi si discutono i fallimenti

      RIMINI – Il futuro di Giacomelli si decide oggi. I virtuali e ipertecnologici salotti dell’alta finanza, i diagramma di crescita, l’oscillare dei titoli e i milioni di dati inviati via Internet si bloccheranno per un giorno in attesa che in una modesta stanzetta al secondo piano del palazzo di giustizia di Rimini si faccia una scelta: fallimento o amministrazione controllata. I legali rappresentanti del gruppo riminese leader nella distribuzione di articoli sportivi dovranno infatti fronteggiare ben sei istanze di fallimento presentate da altrettanti fornitori del gruppo che ormai da mesi attendono il rientro dei loro debiti (l’azienda deve 222 milioni di euro circa). Dall’altra parte del tavolo ci saranno invece i battaglieri avvocati delle ditte fornitrici che hanno depositato le istanze. A presiedere il tutto il giudice fallimentare del tribunale di Rimini, Guido Federico. Sarà lui che dovrà decidere se le istanze presentate dai fornitori dovranno essere accolte oppure no. Ma la sua scelta condizionerà anche quella successiva sull’amministrazione controllata di tre società del gruppo: Giacomelli Sport, Longoni Sport e Natura&Sport. Nel caso venga decretato il fallimento, infatti, la richiesta di amministrazione controllata presentata dal consiglio d’amministrazione pochi giorni fa sarà carta straccia. Così come la possibilità per il gruppo di presentare la stessa richiesta anche per la holding, la Giacomelli Sport Group. Sarà proprio su questa, tuttavia, che punteranno i legali del gruppo riminese, probabilmente cercando di far rinviare l’udienza di domani in modo tale che venga presa in considerazione prima l’amministrazione controllata. Un modo per prendere tempo visto che la richiesta sulla holding potrà materialmente arrivare solo dopo che l’assemblea avrà formalmente investito il Cda di presentare la domanda in tribunale. Prendere tempo, però, sembra essere l’imperativo per i vertici del gruppo. Ieri, infatti, è stato ufficialmente comunicato che l’assemblea prevista per il 23 giugno è stata spostata al 18 luglio. In quella sede si dovrà anche decidere sulla nuova ricapitalizzazione da 50 milioni di euro suggerita dalla Caretti&Associati per uscire dalla crisi.

       
       


      venerdì 20 giugno 2003

      Giacomelli, slitta l’udienza
      È slittata al 22 luglio l’udienza del Tribunale di Rimini, chiamato a pronunciarsi sull’istanza di fallimento della Giacomelli Sport Group (capofila della catena di negozi di articoli sportivi con circa 70 dipendenti in Bergamasca) presentata dalla Ande Srl, società lecchese fornitrice di attrezzature da alta montagna che vanta un credito di un milione di euro. Compariranno davanti al giudice Guido Federico il 22 settembre, invece, una decina di creditori che ieri hanno presentato analoghe istanze verso Giacomelli Sport, Longoni Sport, Natura & Sport. È stata esaminata anche la richiesta di amministrazione controllata avanzata dagli ex amministratori Gabriella Spada, Mario Spada e Stefano Pozzobon (quest’ultimo presentatosi dimissionario davanti al giudice): la decisione sul merito sarà presa giovedì, anche sulla base della relazione del perito incaricato di valutare il piano di risanamento collegato.