Giacomelli, la Tuscan combina un pasticcio

27/10/2004

              mercoledì 27 ottobre 2004

              Pagina 3 – Cecina 

              Giacomelli, la Tuscan combina un pasticcio  
              Litigano i soci della cordata di Todd Berman. L’affare adesso rischia di saltare

              LARDERELLO. Una lite da due milioni e mezzo di euro e l’affare Giacomelli si allontana. Anzi, si può dire che è praticamente saltato. Il motivo lo ha spiegato il quotidiano Milano finanza, che ha seguito passo dopo passo il tentativo di acquisizione da parte della cordata (Tuscan) capitanata dal presidente della Società chimica Larderello, Todd Robert Berman. A scombinare i piani del finanziere americano è stato il fondo di private equity Leonardo, che ha presentato un ricorso d’urgenza (ex articolo 700 del codice civile) per evitare l’escussione della garanzia emessa a favore della cordata. È un vero e proprio colpo di scena, anche perché l’accordo con i commissari di Giacomelli sembrava cosa fatta già a metà agosto.

               L’incontro decisivo, quello delle firme sui contratti, doveva esserci la scorsa settimana. Invece, proprio all’ultimo, i responsabili del fondo Leonardo si sono tirati indietro perché si sono ritenuti non vincolati a versare l’intera somma stabilita per l’acquisto dell’assett Giacomelli. Motivo? L’impegno garantito ad agosto era soltanto per la fidejussione di 2,5 milioni. Il resto, altri 8,5 milioni, secondo Leonardo doveva essere sindacato. Con chi? Ma con Sun capital, il fondo che fin dall’inizio aveva dimostrato interesse per il marchio. Lo stesso che ha coinvolto un pool di investitori privati, tra i quali Berman, a rilevare l’80 per cento delle azioni Scl.


               
              La lite. La rivelazione di Milano finanza è arrivata alla vigilia del closing dell’operazione. Come? I vertici di Leonardo sostengono che la persona che ha firmato le carte – compreso l’impegno con Tuscan – non avesse potere per farlo. E c’è di più: a siglare l’intesa non sarebbe stato il rappresentante del fondo, ma i suoi legali. Un pasticcio, scrive MF.

               
              Le conseguenze. Potrebbero essere gravi per i soci della cordata. I commissari straordinari che tengono in mano Giacomelli hanno chiesto al ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, di intervenire. Così le parti sono state convocate a Roma domani. Se Tuscan non troverà l’accordo, ci sarà l’escussione della garanzia concessa da Banca Intesa e si inizieranno le procedure per un nuovo bando di gara. Naturalmente i commissari chiederanno anche un maxi risarcimento per il tempo perso.

               
              Le soluzioni. Sono soltanto due le strade per uscire indenni da questa impasse. La prima prevede l’intervento di Banca Intesa, che comunque aveva già garantito crediti per 25 milioni anche in assenza di Leonardo (ma gli altri soci hanno paura della situazione in cui si trova l’azienda); la seconda ipotesi è quella di far partecipare il fondo Leonardo soltanto a titolo di prestito e non di equity. Prima o poi rientrerà del versamento, insomma.

               
              La squadra. Il più sorpreso di questo ribaltone sembra essere proprio Berman, che in questi mesi ha lavorato per unire le anime della Tuscan. Era stato lui ad allestire la squadra che doveva risollevare la Giacomelli. Aveva coinvolto – grazie alla vecchia amicizia che lo lega a Berman – Frits Van Paaschen, un manager che in passato ha ricoperto incarichi di prestigio alla McKinsey e poi in alla Disney. Fino a pochi mesi fa poi, è stato vicepresidente e direttore generale corporate della Nike per Europa, Medio Oriente e Africa. Doveva essere il presidente e l’amministratore delegato della nuova Giacomelli. Un doppio incarico che aveva lo scopo di garantire i fornitori della passata gestione, già scottati dal crac finanziario. Per Berman invece era previsto un posto nel cda ma senza ruoli operativi. Al massimo sarebbe stato un consulente della rinata Giacomelli.

               
              I soci Tuscan. Il più importante era il fondo Leonardo (gestito dai fratelli Antonio e Stefano Roma e da Donato Lo Scalzo). Fino a un minuto prima dell’intesa con Berman arricchiva una cordata concorrente, oggi è diventato l’anello debole della catena. Doveva finanziare l’operazione, invece minaccia di andare via. A costo di rimetterci dei soldi.

               
              Il ruolo di Berman. Berman ha 47 anni e da almeno venti è nella finanza che conta: ha lavorato come banker o advisor in importanti gruppi finanziari come Allen & company, Sun capital, Reservoir, Chartwell investiments. Un centinaio le acquisizioni andate in porto grazie a lui. Un uomo riservato dicono le cronache, ma nel 2003 il suo nome in America rimbalzò più volte quando tentò di di comprare una squadra di hockey (Buffalo Sabres) insieme a un socio. L’affare però tramontò proprio sul più bello. Un po’ la storia di Giacomelli. Grazie a Sun capital l’avventura in Italia. L’azienda americana lo ha coinvolto nella scalata a Scl, e adesso è il presidente della azienda ex marchio Eni. Sempre la Sun aveva lanciato l’idea di prendere Giacomelli, ma poi si era ritirata quando ha capito che non era un affare strategico (l’azienda americana non ha una sede europea). Così il finanziere si è messo a cercare altri fondi. E a trovato Leonardo, che evidentemente però pensava che la Sun non fosse uscita del tutto…

              LA SCHEDA
              Le tappe del crac
              Ecco le tappe della crisi della Giacomelli.

              12 novembre 2003: relazione dei commissari.
              27 novembre 2003: decreto di apertura della procedura di amministrazione straordinaria della Giacomelli e delle aziende collegate.
              10 febbraio 2004: procedura istanze di ammissione al passivo.
              17 marzo 2004: formalità di presentazione delle domande di ammissione al passivo.
              3 maggio 2004: stato passivo di Giacomelli e società collegate.
              18 maggio 2004: sentenza di stato di insolvenza: Giacomelli Sport International.
              24 luglio 2004: secondo bando per la presentazione di offerte irrevocabili di acquisto di aziende o singoli rami di azienda, detenuti direttamente dalle società del gruppo Giacomelli in A.S. – pubblicato sul Corriere della sera e su Il Sole 24 ore.
              20 agosto 2004: Tuscan batte la concorrenza e si aggiudica la priorità per l’acquisizione della catena di abbigliamento sportivo.
              7 settembre 2004: esito stato passivo di Giacomelli e delle società collegate al marchio.