Giacomelli: La “formichina” riempie il salvadanaio di famiglia

02/11/2005

    sabato 29 ottobre 2005

    Giacomelli

      La "formichina" riempie il salvadanaio di famiglia

      RIMINI – Come una formichina. Angela Lenzi, 57enne madre dell’ex “Lady Giacomelli” Gabriella Spada, però, anziché briciole di pane, nel periodo in cui l’azienda della figlia colava a picchio, avrebbe messo in “cascina” una cifra stimata tra il milione e il milione e mezzo di euro. Tutto denaro contante. Un gruzzolo fatto di banconote sonanti ritirate con regolarità, dalle due alle tre volte la settimana, da uno sportello bancario cittadino, con prelievi che andavano dai mille ai 10mila euro massimi; e questo, presumibilmente, per non superare le fatidica soglia dei 12.500 che avrebbe obbligato la banca a inoltrare segnalazione alle autorità centrali monetarie come previsto dalle normative italiane antiriciclaggio.

      Ora il Gruppo verifiche speciali della Guardia di finanza di Rimini nella lunga indagine sul crack Giacomelli che giovedì a portato al sequestro preventivo di beni riconducibili alla famiglia per quasi 10 milioni di euro, è alla caccia di quel “salvadanaio di famiglia”, incrementato con “parsimonia” presumibilmente dal giugno del 2003, da quando la terra ha iniziato a tremare sotto i piedi di Gabriella Spada. Che per garantire e garantirsi un futuro tranquillo, secondo la procura della Repubblica, si sarebbe avvalsa dei servigi di un cugino, da parte di madre, per “rastrellare” non azioni in borsa ma altro denaro contante. Il nome dell’uomo con l’ipotesi di reato di riciclaggio è entrato a pieno titolo nella seconda trance dell’inchiesta, unitamente a quello di un manager trevigiano del Gruppo e di Mario Spada, fratello di Gabriella.

      Sempre nel giugno 2003 Gabriella Spada “sbarcò” dal Letting Goyacht di 30 metri, iscritto al registro navale di Viareggio, inserito nella lista del pubblico ministero Luca Bertuzzi dei beni da porre sotto sequestro preventivo. Il panfilo, da quel dì di proprietà di un armatore sammarinese, “sfuggito” giovedì al “rastrellamento” delle Fiamme gialle, ora è “ricercato” in tutti i porti italiani dalla Finanza.

      Una montagna di documenti quella raccolta dalle Fiamme gialle di cui hanno già chiesto copia i difensori di Gabriella Spada, gli avvocati Paolo Righi e Mariano Rossetti di Bologna. Carte da leggere attentamente per capire quali margini esistano per eventuali istanze di dissequestro al tribunale del Riesame. La villa di Covignano ormai interamente sotto sigilli, per esempio, è stata oggetto di più richieste di pignoramento da parte delle banche ed è già al centro di una causa civile pendente davanti al tribunale di Rimini.

      L’inchiesta sul crack Giacomelli, un buco da 750 milioni di euro, complessivamente vede indagate 18 persone. Le ipotesi contestate dal Pm Luca Bertuzzi vanno dall’aggiotaggio alla bancarotta, dalle false comunicazioni sociali alla calunnia, dalla truffa aggravata al riciclaggio.

      Enrico Chiavegatti