Giacomelli, la crisi avanza Piano di rientro per il gruppo

22/05/2003


            Data pubblicazione:22-05-2003

            Giacomelli, la crisi avanza Piano di rientro per il gruppo

            RIMINI – I decreti ingiuntivi emessi dalla procura di Rimini per i fornitori del gruppo Giacomelli devono aver messo in seria difficoltà l’azienda leader di abbigliamento sportivo. Altrimenti il gruppo riminese non si sarebbe rivolto a un colosso della riorganizzazione aziendale come la Caretti & Associati di Milano. In questi giorni alcuni emissari del noto advisor hanno fatto anche una visita al tribunale di Rimini per cercare di capire qual è attualmente la situazione del gruppo riminese denunciato da alcuni importanti fornitori per simulazione di reato e truffa. La denuncia era arrivata dopo che le imprese si erano viste sequestrare, all’incasso, assegni miliardari come presunto oggetto di furto. I titoli erano stati bloccati dalla stessa procura di Rimini dopo la denuncia della Giacomelli di un furto di alcuni libretti d’assegni avvenuto in marzo nella sua sede. Ma la stessa procura, dopo l’ennesima denuncia di un fornitore, ha deciso di vederci chiaro, aprendo un fascicolo anche sulla Giacomelli e appesantendo l’originaria accusa di simulazione di reato trasformandola in calunnia. Subito dopo la procura ha sbloccato gli assegni emettendo i decreti ingiuntivi e di fatto permettendo ai fornitori di batter cassa. A questo punto la Giacomelli Group ha affidato all’advisor di Milano il compito di organizzare un piano di rientro dai debiti. La società milanese è infatti specializzata in fusioni, acquisizioni e cessioni, combinazioni strategiche, riassetti della struttura azionaria e progetti di quotazione. Ma si occupa anche di organizzazione di prestiti sindacati e finanziamenti strutturati e ristrutturazioni finanziarie. L’affidarsi alla Caretti & Associati è sicuramente un segnale poco incoraggiante, che sembra disegnare scenari alquanto preoccupanti. Spesso, infatti, è la Borsa stessa a suggerire alle aziende in crisi di affidarsi a questo tipo di advisor per evitare che un’azienda appena entrata in Borsa ne debba uscire dopo poco per problemi finanziari senza che la Borsa stessa sia mai intervenuta a segnalarne le difficoltà.