Giacomelli, il rosso è profondo 267 milioni

31/10/2003

MFBorse & Borsini
Numero
216, pag. 15 del 31-10-2003
di Roberta Amoruso

Il dato dei 9 mesi emerge dalla relazione dei commissari.
Giacomelli, il rosso è profondo 267 milioni

Il rosso di Giacomelli si fa ancora più rosso. Dopo la perdita record registrata nel semestre (238,43 milioni), gli ultimi tre mesi di gestione hanno pesato sui conti del gruppo per altri 30 milioni di euro circa. Risultato: la perdita complessiva ha toccato 267,7 milioni di euro, per una società che a piazza Affari vale circa 10 milioni. L’ultimo aggiornamento delle ferite di Giacomelli arriva dalla relazione predisposta dai tre commissari giudiziali (l’avvocato romano Elio Blasio e i commercialisti Antonio Bertani e Guido Tronconi) in vista di un doppio appuntamento cruciale per il gruppo dell’abbigliamento sportivo. Lunedì 3 novembre (il 10 in seconda e il 17 in terza convocazione) è in calendario l’assemblea ordinaria e straordinaria della società che, tra l’altro, approverà l’azzeramento del capitale sociale eroso completamente dalle perdite. In occasione dell’assemblea, gli amministratori proporranno, infatti, il ripianamento delle perdite e la ricostituzione del capitale sociale minimo di legge per un ammontare di 218.869.233 euro, «nell’ipotesi di risanamento attraverso una ristrutturazione interna tesa a un forte ridimensionamento dei costi», ha precisato una nota diffusa ieri dalla società.

Entro l’8 novembre, poi, i commissari depositeranno al tribunale di Rimini la relazione in base alla quale, tenuto conto del parere del ministero delle attività produttive, i giudici decideranno l’ammissione alla legge Prodi (ovvero all’amministrazione straordinaria, ndr) qualora emergano concrete prospettive di recupero dell’equilibrio economico delle attività imprenditoriali.

Tornando ai risultati dei nove mesi, la società ha spiegato che alla perdita civilistica di 52,17 milioni di euro, si deve aggiungere un accantonamento a fondo rischi di 215,53 milioni di euro che fa riferimento alla stima dei patrimoni netti delle società controllate. È proprio qui, infatti, nelle aziende a valle, che si nasconde il male di Giacomelli. Quanto al valore della produzione, invece, al 30 settembre risultava pari a 13, 7 milioni di euro.

Nello stesso periodo la posizione finanziaria netta civilistica di Giacomelli era negativa per 11.529.000 euro e il patrimonio netto era negativo per 218.749.233 euro. Di qui la necessità di provvedere alla ricapitalizzazione della società.

Le prossime settimane saranno decisive per il gruppo, che entro due mesi dalla consegna della relazione dei commissari al tribunale dovrà ricevere il via libera alla Prodi-bis, in alternativa al fallimento. E a questa decisione è appeso anche il mercato che oggi conta il 42° giorno di sospensione del titolo in borsa. Quanto ai possessori di bond , se scatterà l’amministrazione straordinaria e quindi sarà effettuato l’accertamento del passivo, dovranno presentare istanza di insinuazione al passivo al tribunale di Rimini.