Giacomelli, il giallo del socio Usa

19/11/2003



MFBorse & Borsini
Numero
229, pag. 12 del 19-11-2003
di Manuela Brambati e Andrea Fiano (New York)

Il gruppo the sports authority smentisce un coinvolgimento al fianco della società Artemisia.
Giacomelli, il giallo del socio Usa

Il presunto presidente della catena sportiva americana in realtà non lo è più dal ’99. La newco di Perrin & soci non commenta Resta così il mistero su chi sia il finanziatore della cordata


«Non siamo coinvolti nella vicenda Giacomelli». Il fantomatico cavaliere bianco di provenienza americana, annunciato a gran voce da Artemisia come l’alleato che consentirà di sbaragliare le altre offerte per la società in amministrazione straordinaria, si chiama fuori dalla vicenda. The sports authority, colosso della distribuzione di articoli e abbigliamento sportivo, quotato al New York stock exchange, non metterà a disposizione nemmeno un dollaro per rimettere in piedi Giacomelli. Eppure c’è una lettera di Jack Smith, con tanto di carta intestata «The sports authority» (vedere il documento a lato), che testimonia il suo interesse per la vicenda e nella quale si ripercorrono le tappe salienti della sua carriera di imprenditore. Non solo: si dice pronto a sborsare più di 15 milioni di dollari al mese per rimettere in carreggiata la società in profondo rosso. Salvo poi smentirlo nell’intervista concessa a MF (vedere in pagina sotto). La missiva, in cui, in alto a destra, spicca la carica di Smith come presidente del gruppo, è indirizzata a Giovanni Bartoli, un commercialista di Lecco che è amministratore unico di Artemisia (una newco di investitori italiani ed esteri creata a metà dicembre del 2002). Cita anche Patrick Perrin, un finanziere francese pronto a mettere risorse finanziarie di tasca propria e balzato alla cronaca la scorsa estate per un presunto interesse, finito poi nel nulla, per il 29% della
Lazio.

In realtà, però, Smith non è più il presidente della catena a stelle e strisce dal ’99. Attualmente è il numero uno di National wholesale liquidators, una sorta di stock house americana che ha 36 punti vendita. Il protagonista del mancato bluff si assume ogni responsabilità per avere utilizzato la carta intestata del gruppo che aveva ormai lasciato da quattro anni. L’interesse per la partita è personale e la sua ex società non c’entra nulla. Qualche indizio sul fatto che il cavaliere bianco si stesse tingendo di giallo arriva sempre dalla carta intestata di Smith, nella quale viene indicata come sede del gruppo la Florida, mentre in realtà il quartier generale della catena di negozi sportivi è nel Colorado. Eppure il comunicato di Artemisia diffuso alla stampa lunedì pomeriggio non lasciava spazio a dubbi: «Il gruppo The sports authority entra direttamente, nella persona del presidente e amministratore delegato Jack Smith, rendendo disponibile un importante apporto in termini di risorse finanziarie, di conoscenza del settore e di fornitura, ingredienti indispensabili per portare il gruppo Giacomelli sport ai primi posti a livello europeo». Anche Artemisia, dunque, si è resa vittima di un eccesso di fretta nel comunicare il partner americano? E, alla luce delle novità emerse, ora chi finanzierà tutta l’operazione?