Giacomelli, il consiglio getta la spugna

22/09/2003


      Sabato 20 Settembre 2003

      FINANZA E MERCATI

      Giacomelli, il consiglio getta la spugna
      Voto unanime per richiedere la procedura di amministrazione straordinaria

      MILANO - Niente da fare. Per Giacomelli il tentativo di proseguire nella strada dell’amministrazione controllata è fallito. Il consiglio di amministrazione della holding quotata in Borsa, dopo una riunione finita ieri in tarda serata, ne ha preso atto.
      E, all’unanimità, ha deliberato di fare «immediato» ricorso alla procedura di amministrazione straordinaria. Cioè alla cosiddetta "Prodi bis": quella legge modificata
      nel 1999 ormai nota anche ai 30mila risparmiatori che sono rimasti coinvolti nel caso Cirio. Dall’amministrazione controllata, quindi, Giacomelli ora invoca quella straordinaria.
      Sembra un gioco di parole, ma la differenza è rilevante: basti pensare che nella prima non è richiesto lo stato di insolvenza, mentre nella seconda sì. La decisione, come detto, è stata comunicata solo in tarda serata. In una nota, il cda di Giacomelli Group spa
      ha infatti affermato di aver preso atto della relazione semestrale diffusa nei giorni
      scorsi, della perdita integrale del capitale sociale e dello stato di insolvenza della
      società. Ha dovuto anche prendere atto «dell’accertata impossibilità», nonostante
      gli sforzi degli advisor Caretti&Associati, «di reperire investitori terzi disponibili
      a partecipare all’aumento di capitale prospettato come determinante ai fini della realizzazione del programma di risanamento posto a base del ricorso per l’ammissione
      alla procedura dell’amministrazione controllata». Non solo. Il cda — continua la nota — ha preso atto anche «della mancanza di prospettive circa la possibilità di ripianamento della perdita, di reintegrazione del capitale e di dotazione della società dei mezzi necessari all’utile prosecuzione della procedura».
      Uno scenario desolante. Tra l’altro noto già da tempo, tanto che c’è chi si chiede come mai questa decisione non sia stata presa prima. Uno scenario, inoltre, che ha lasciato al cda una sola scelta: chiedere la "Prodi bis". Per la holding — quotata in Borsa nel luglio del 2001 con l’aiuto di Ubm e Deutsche Bank — e per le società operative italiane.
      L’amministrazione straordinaria è una procedura di salvataggio cui sono sottoposte le grandi imprese commerciali in crisi (anche la Cirio ne ha fatto richiesta).
      I requisiti per accedervi sono tre: !un numero di lavoratori non inferiore a duecento; "la dichiarazione dello stato di insolvenza; #debiti superiori ai due terzi dell’attivo e ai
      due terzi del fatturato. Questa procedura — che viene concessa solo se esistono concrete prospettive di recupero — può realizzarsi in due modi: mediante un programma di cessione di complessi aziendali (durata massima un anno) o mediante un programma di ristrutturazione economica e finanziaria (due anni). Il Tribunale deve prima dichiarare
      lo stato di insolvenza e poi nominare un commissario giudiziale (o tre commissari in caso di eccezionale rilevanza) scelti su indicazione del ministero dell’Industria.

      MY.L.