Giacomelli, il buco nascosto nella doppia contabilità

05/02/2004


GIOVEDÌ 5 FEBBRAIO 2004

 
 
Pagina 43 – Economia
 
 
Giacomelli, il buco nascosto nella doppia contabilità
I revisori: "Così ci proposero di aggiustare i conti"
          La denuncia di Deloitte svela come la gestione del magazzino occultava 100 milioni di perdite

          Due software gestionali, ma solo uno è aggiornato con i dati dei punti vendita
          La proposta del consulente: "Bisogna aggregare il consenso sul bilancio…"

          ANDREA GRECO
          MARCO MENSURATI


          RIMINI – Il buco da 100 milioni di euro del magazzino Giacomelli era nascosto da una contabilità doppia (non "partita doppia", proprio due file diversi che processavano le giacenze con principi e profondità distinte), la sua emersione ostacolata da una serie di meline, collaboratori poco collaborativi e proposte indecenti. Poi denunciate alla Procura di Rimini, con una mossa senza precedenti in Italia, dai revisori dei conti, quelli di Deloitte & Touche spa. Con questo la lista dei rilievi sulla società romagnola ? ora in amministrazione straordinaria, le operative in liquidazione ? può arricchirsi del reato di "impedito controllo", che può costare una multa e un anno di reclusione «se ha provocato un danno ai soci». Ipotesi da non escludere, visto che il titolo, a Piazza Affari dal 2001, ha perso tre quarti del valore e giace tuttora sospeso. La vicenda è esplosa otto mesi fa, dopo il ricorso dei sindaci interni che chiedeva al tribunale la sostituzione del cda Giacomelli. La mossa dei sindaci accelerò per altro gli interessi dei concorrenti compratori, quasi una decina finora; e ieri il gruppo Sergio Tacchini ha rilanciato l´idea di affitto dei negozi Giacomelli, con un investimento tra 8 e 10 milioni.
          Stando a quanto riportato da Deloitte nella denuncia che ha dato il via all´inchiesta, la contabilità Giacomelli somiglia più a un videogame. Saputo (dalla stampa) che i romagnoli stanno inventariando il magazzino con l´appoggio di Kpmg, e che ne risulta uno scostamento negativo di 100 milioni sui dati ufficiali, i consulenti in carica chiedono di toccare con mano. Il 4 settembre c´è il primo incontro col presidente del cda Ernesto Musumeci, che spiega il buco con «svalutazioni per obsolescenza» di scarpe e magliette. Un po´ grossa come cosa, ma Musumeci accorda le verifiche e rimanda a un esterno, «Andrea Biagi della Bbc Technologies». Le pressioni per incontrare Biagi passano tra palleggi epistolari, difficoltà tecniche e accessi negati, coi dirigenti Giacomelli in mezzo, poiché solo la Bbc avrebbe "le chiavi" delle rimanenze. Ma Biagi nicchia, anzi accampa compensi arretrati da Giacomelli per 450mila euro, come contropartita per vedere Deloitte. Solo il 24 settembre la Bbc apre le porte, «locali completamente vuoti, non arredati e senza alcun personale»; di fronte all´incredulità dei revisori e alle loro domande incalzanti, Biagi decide di collaborare, svelando il segreto del "doppio magazzino": da una parte il programma gestionale Winmaster, che presso il quartier generale accentra e riepiloga i movimenti giornalieri a livello di singole aziende del gruppo, dall´altra Winmagaz, con cui Bbc attinge da ogni specifico punto vendita, con informazioni molto più aggiornate sugli inventari fisici.
          Biagi anticipa, «pur promettendo che in qualsiasi sede avrebbe negato», che comparando i due file esce l´ammanco da 75 milioni a fine 2002, più 25 milioni sulle controllate. Per nascondere il buco, le rimanenze finali 2002 «sarebbero state artificiosamente sopravvalutate in 133 milioni», che in verità erano 59. Una discrepanza, per Biagi, proseguita sui dati di metà 2003, quelli forniti a mercato e revisori. Di qui il consulente avanza la sua "proposta": «aggregare il consenso dei soggetti interessati al bilancio 2002» (ossia «amministratori, manager, sindaci e revisori») per «la modifica delle giacenze di modo che la sopravvalutazione del 2002 figurasse dovuta a circostanze occorse nel 2003». Un taroccamento con cui Biagi contava di evitare le conseguenze legali, con un colpo da vero maestro: «Lavorando su due mesi del 2003, tramite registrazioni di ammanchi e di vendite promozionali tre per uno». Altro che il supermercato.
          A questo punto Deloitte interrompe i rapporti con Biagi, non prima di notare una misteriosa manomissione notturna dei propri computer su cui giravano le interrogazioni al magazzino Giacomelli. E scatta la denuncia, anche perché, intanto, dalla gestione champagne romagnola emergono assegni post datati, revoche di fidi non comunicate e, dentro Winmaster, una doppia serie di saldi di apertura, artificio per fuorviare i controlli contabili esterni. Ovvero, come i 130 milioni di merce in giacenza sono intercambiabili con i 59: baste partire da una cifra diversa. Caratteristica poi riscontrata anche nella contabilità Winmagaz. Quella vera, pardon, falsa.