Giacomelli da predatore a preda

31/03/2003

            Venerdì 4 aprile 2003 n.13
            Chi ha nel mirino il gruppo di abbigliamento sportivo
            Giacomelli da predatore a preda
            Ipotesi di crisi di liquidità. E si fa avanti il concorrente Cisalfa

            Per Giacomelli il gioco nel campionato della distribuzione di abbigliamento sportivo ai fa duro. A rendere impervio il cammino sono soprattutto il peso della campagna acquisti, culminata con lo shopping della Longoni, e il calo dei consumi.
            E in Borsa scommettono su possibili novità societarie, dettate da una situazione che, secondo i pessimisti, si fa pesante. Nei primi sei mesi 2002 la posizione finanziaria era peggiorata, ma la società aveva confermato le attese per un risultato netto positivo (con il consolidamento di Longoni), in linea con il 2001 (2,16 milioni di euro). Ora tra i segnali negativi viene indicato il blocco di alcuni pagamenti ai fornitori, giustificato dal «trafugamento di libretti di assegni emessi dalla Banca di credito cooperativo dell’Alto Reno e della CariVenezia». La società guidata da Gabriella Spada avrebbe inoltre un rapporto finanziario difficile con il Sanpaolo Ini. Per trovare liquidità, Giacomelli ha ceduto le partecipazioni nelle consociate francese e tedesca per 3 milioni di euro, a fronte di un valore di libro di 6,4 milioni. Mentre Lazard Italia avrebbe il mandato per cercare nuovi soci o acquirenti dopo un’Opa con l’obiettivo di ritirare la società dalla Borsa. Ci sarebbe già l’interesse di gruppi stranieri con il britannico Jjb. Tra i candidati figura anche Cisalfa, diretto concorrente di Giacomelli. Cisalfa è controllata al 60% da Sergio Longoni, fondatore dell’omonima catena di negozi acquistata proprio da Giacomelli.