Giacomelli: chiusa udienza per la verifica del passivo

12/05/2004



        sezione: FINANZA E MERCATI
        data: 2004-05-12 – pag: 36
        autore: G.COS.

        Giacomelli, chiusa udienza per la verifica del passivo
        MILANO • Si è chiusa nell’arco della giornata di ieri la seconda udienza di verifica dello stato del passivo delle sei società del gruppo Giacomelli assoggettate alla procedura di accertamento a seguito dello stato di insolvenza dichiarato con la sentenza dell’ottobre scorso.
        Le società interessate sono Giacomelli Sport Group Spa, Giacomelli Sport Spa, Longoni Sport Spa, Natura e Sport Srl, Giacomelli Sport.com Srl e .it Sport Srl. Il giudice delegato Guido Federico del Tribunale di Rimini, che ha condotto l’operazione, si è riservato il deposito dello stato del passivo. La procedura di cui ieri si è tenuto il secondo atto serve per verificare quanti siano effettivamente i creditori e gli obbligazionisti che possono vantare crediti nei confronti delle società e che possono partecipare alla spartizione della liquidità del gruppo.
        Secondo fonti legali, sono oltre 1.500 le istanze di ammissione allo stato passivo che dovranno ora essere esaminate dal giudice delegato. Il gruppo di abbigliamento sportivo è in amministrazione straordinaria dallo scorso novembre e nei giorni scorsi i tre commissari straordinari Elio Blasio, Antonio Bertani e Guido Tronconi hanno depositato il ricorso in cui viene chiesta l’estensione dell’amministrazione per la Giacomelli International, a cui fanno capo le società commerciali estere dell’azienda di distribuzione sportiva. Intanto, sul fronte giudiziario c’
        è attesa per il rientro in Italia di Gabriella Spada. L’ex presidente del gruppo sportivo dal 9 maggio è ufficialmente latitante, e prima di ritornare in Italia potrebbe aspettare il pronunciamento del Tribunale del Riesame di Bologna, in programma domani, sull’istanza di revoca dell’ordinanza di custodia cautelare presentata dai propri legali.
        Le stesse accuse contestate alla manager sono costate la cattura al marito Emanuele Giacomelli, al suocero e fondatore dell’azienda Antonio, all’ex direttore amministrativo Stefano Pozzobon, al suo braccio destro Domenico Libri, 33 anni, e al consulente aziendale Vittorio Fracassi, tutti già ascoltati nei giorni scorsi dal Gip ed in attesa, anche loro, di un pronunciamento sulla loro eventuale liberazione.