Giacomelli: Caccia al tesoro nelle banche

30/11/2005
    sabato 26 novembre 2005

    Giacomelli
    Caccia al tesoro nelle banche

    Sequestrata un’altra fetta del tesoro Giacomelli: sono conti correnti e polizze assicurative custodite in banca

      Un’altra fetta del ‘tesoro’ Giacomelli messo sotto sequestro preventivo dalla Guardia di finanza che ha scovato anche una cassetta di sicurezza, intestata alla madre di Gabriella Spada. Non mollano, i militari del Nucleo regionale di polizia tributaria, coordinati dal sostituto procuratore Luca Bertuzzi, che hanno incluso nella seconda mandata di sigilli anche beni rimasti fuori la volta scorsa per un vizio di forma, come ad esempio l’ormai celebre cavallo. Sequestri che il giudice ha già convalidato.

      Sono conti correnti, polizze assicurative, intestati (o cointestati) a parenti e amici di Emanuele Giacomelli e Gabriella Spada. I conti correnti, sono saltati fuori da banche di mezza Italia e non è detto che sia finita qui. Uno degli intestari è Andrea Biagi, tecnico informatico della Giacomelli, quello che secondo gli investigatori ‘stampava’ le fatture per le operazioni inesistenti, registrate al fine di gonfiare la contabilità della società del gruppo e che realizzava le tecniche per un sistema di ‘doppia contabilità’ per i punti vendita. Tra polizze e conti, gli hanno sequestrato 31.504 euro. Di polizze vita ne aveva tre, tutte con la Mediolanum, ma una sola era riconducibile al 2005, e verrà restituita. Quello più sostanzioso riguarda però Mario Spada, fratello di Gabriella, tra conti e titoli fanno quasi 150mila euro. Segue il cugino, Stefano Lenzi, per un totale di 32mila euro. Infine, Angela Lanzi, la madre di Gabriella Spada, alla quale le Fiamme Gialle hanno già sequetrato l’Osteria Castellabate di via Popilia. E’ intestata a lei la cassetta di sicurezza, non ancora aperta, che i finanzieri hanno trovato alla Banca di Credito Cooperativo Romagna Est, all’interno dell’Iper di Savignano.

      Un’altra delle banche di cui si servivano è la Unicredit Privat Banking, la cosiddetta ‘banca dei Paperoni’. Questi sportelli dell’Unicredit non sono aperti al pubblico. Lì, dicono gli ‘addetti ai lavori’, si presenta solo chi ha certe credenziali finanzierie ed economiche. E lì, nelle sedi di Rimini e Cesena, ci sono i nomi di Angela Lenzi e Mario Spada.

      In totale, fanno 209mila euro. Quattrini per gli inquirenti è riconducibile alla ‘distrazione’ nel crac Giacomelli. Ma la caccia al ‘tesoro’ è tutt’altro che conclusa. I finanzieri continuano a cercare, convinti che all’appello dei beni sottratti manchi ancora parecchia roba.

        Alessandra Nanni