Giacomelli al capolinea

26/09/2003




     Rimini – venerdì 26 settembre 2003


      Giacomelli al capolinea
      Procura pronta a partire



      Momenti decisivi per il futuro della Giacomelli per la quale potrebbe profilarsi il ricorso alla Legge Prodi, quella che regolamenta le procedure fallimentari relativamente ai gruppi.
      Il tribunale deciderà se accogliere o meno la dichiarazione di insolvenza e di conseguenza di amministrazione straordinaria del gruppo Giacomelli e delle proprie controllate.
      La domanda è stata avanzata verbalmente ieri mattina dagli amministratori nominati quest’estate quando il tribunale di Rimini aveva concesso l’amministrazione controllata sentito il parere del perito, il professor Paolo Bastia.
      La concessione dell’amministrazione straordinaria equivale nella pratica alla dichiarazione del fallimento.
      Sono state le ultime vicende a convincere i nuovi amministratori ad arrendersi e chiedere la dichiarazione d’insolvenza. Lo hanno fatto dopo la scoperta di un clamoroso «buco» nel magazzino dove sono andate «smarrite» merci per 105 milioni di euro e dopo la sospensione a tempo indeterminato del titolo in Borsa nel listino Star.
      Ora gli amministratori devono presentare al giudice Guido Federico la formalizzazione della richiesta di insolvenza perchè venga applicata la Legge Prodi. Una richiesta che dovrebbe venire accolta e che porterebbe questa volta allo smantellanto dell’«impero Giacomelli».
      Tutta da vedere poi la partita penale dove a tutt’ora l’unica persona iscritta nel registro degli indagati nel fascicolo sul tavolo del procuratoreFranco Battaglino è Emanuele Giacomelli, ex vicepresidente della società. Su di lui pendono le accuse di calunnia e simulazione di reato. Fu infatti lui, lo scorso anno a presentare denuncia per il furto di assegni, gli stessi risultati rilasciati in pagamento a fornitori della Giacomelli. Per la procura si trattò di un «furto di comodo».