Giacomelli, 16 i potenziali interessati ai punti vendita

07/01/2004



      Mercoledí 24 Dicembre 2003


      Giacomelli, 16 i potenziali interessati ai punti vendita


      MILANO – Sono 16 i soggetti interessati al gruppo Giacomelli . Ora che l’operazione di dataroom è terminata, entro il 31 dicembre dovranno pervenire formali proposte irrevocabili di affitto delle aziende del gruppo riminese che distribuisce abbigliamento sportivo, in amministrazione controllata da fine novembre. Nei prossimi giorni i pretendenti, tra cui figurano Cisalfa, Sergio Tacchini, Bata, Tacconi, Zanchetta e due non meglio precisati gruppi inglesi, daranno vita ad una gara per giungere a offerte migliorative, di cui a metà gennaio i commissari dovranno render conto al ministero delle Attività produttive. Il commissario giudiziale Elio Blasio ha dichiarato a «Reuters» la propria fiducia sul risanamento dell’azienda, sottolineando che «la merce è arrivata nei negozi e si sta vendendo bene». Nulla di nuovo, invece, sulle nomine dei commissari straordinari a proposito dei quali Blasio, citato dalla Reuters, crede che «i ritardi siano dovuti ai tempi di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale sotto Natale». Nonostante ciò, il ministero delle Attività produttive potrebbe rendere straordinari il triumvirato di commissari giudiziali che ha lavorato finora su Giacomelli ed è composto, oltre che da Blasio, da Guido Tronconi e Antonio Bertani. Intanto ieri il gruppo riminese ha comunicato che la posizione finanziaria netta al 30 novembre era negativa per 181,3 milioni di euro, peggiorata rispetto ai 178,2 di fine ottobre, mentre sono leggermenti scesi i debiti verso fornitori, a 226,3 milioni di euro contro i 227,6 del mese precedente. Grosso modo stabile l’indebitamento della capogruppo, che ammonta a circa 11,7 milioni di euro. Come nel mese precedente risultano ancora scaduti e non pagati debiti fiscali e contributivi che riguadano le retribuzioni per 7,4 milioni. Migliora invece la posizione finanziaria mensile di Stayer (+0,53% in Borsa), società produttrice di utensili elettrici quotata al mercato Star della Borsa di Milano. La società ha comunicato ieri che la posizione finanziaria netta al 30 novembre era negativa per 2,167 milioni di euro contro i 2,522 del 30 ottobre, in calo del 14,1%. Migliora anche la capogruppo, il cui indebitamento finanziario netto a fine novembre era di 1,947 milioni di euro, contro i 2,297 di fine ottobre, mentre il fatturato mensile si discosta in negativo (-41%) rispetto al budget e si prevede un aumento del risultato netto come conseguenza di proventi straordinari. Nota dolente il dato sulla perdita netta di periodo, che al 30 novembre ammontava a circa 2,95 milioni di euro che, sommati ai 492mila di perdite degli esercizi precedenti, danno un totale di 3,447 milioni, cifra superiore ad un terzo del capitale sociale che fa rientrare la società nel disposto dell’articolo 2446, comma I, del Codice Civile, secondo cui «gli amministratori devono senza indugio convocare l’assemblea dei soci per gli opportuni provvedimenti». La società ha tuttavia precisato che «non si è ritenuto opportuno convocare l’assemblea» poichè lo scorso 27 ottobre, data in cui le perdite erano inferiori al terzo del capitale, i soci hanno deliberato un aumento di capitale di 10 milioni di euro che, se effettuato nei tempi previsti, eviterà la convocazione dell’assemblea.

      AN.RO.