Già mille euro in più a famiglia

16/09/2003

martedì 16 settembre 2003
 
 
Pagina 4 – Economia
 
 
IL CASO
L´Istat conferma l´inflazione al 2,8%, ma è forte il ridimensionamento del potere d´acquisto
Già mille euro in più a famiglia
un 2003 a caro prezzo per gli italiani
          Una famiglia di due pensionati perde 6,25% di potere d´acquisto secondo l´Adiconsum
          I prezzi continuano a salire anche se la domanda per consumi è molto debole

          STELLA BIANCHI


          ROMA – Arriva la conferma dell´Istat. Il dato definitivo fissa l´inflazione del mese di agosto al 2,8% su base annuale, così come annunciato dai dati sulle città campione. In aumento quindi rispetto al 2,7% di luglio, anche in un mese normalmente freddo per i prezzi, soprattutto per i rincari su benzina e trasporti e su alberghi, ristoranti e bar. Un dato questo al quale i consumatori non credono affatto. Secondo una stima dell´Adiconsum, la stangata per il 2003 vale all´incirca mille euro a famiglia con una perdita del potere di acquisto che è molto maggiore, anche più del doppio degli aumenti di prezzo registrati dall´Istat. E questo anche considerando le rivalutazioni di stipendi e salari di cui comunque non tutti hanno beneficiato.
          Una perdita effettiva che va dai 1.220 euro per una famiglia con due redditi e due figli ai 650 euro per una composta da due pensionati, secondo le stime dell´Adiconsum. I primi perdono il 3,75% del loro potere d´acquisto, i secondi ben il 6,25%. Ma, come spesso accade, le percentuali non dicono tutta la verità, visto che un taglio del genere su un reddito modesto pesa ancora di più e costringe a ridurre anche consumi essenziali. Nella stima dell´Adiconsum infatti la famiglia di pensionati partiva all´inizio dell´anno con un reddito pari a 10.400 euro, e anche immaginando una rivalutazione di 150 euro delle proprie pensioni, di cui comunque non tutti i pensionati godono, dover fronteggiare aumenti stimati in 800 euro sui propri consumi non è certo impresa facile. Così come non lo è ritrovarsi con un solo reddito pari a 15.600 euro l´anno, avere due figli a carico e dover affrontare aumenti nei propri consumi abituali pari a 1.250 euro. Anche coloro che, come calcola l´Adiconsum, hanno avuto un aumento di reddito di 330 euro, subiscono una perdita netta di circa mille euro che quasi inevitabilmente si traduce nel taglio di qualche consumo.
          Insomma, i prezzi crescono – molto più di quanto certifica l´Istat dicono consumatori e sindacati – e riducono, a volte in modo drammatico, il potere d´acquisto di lavoratori e pensionati, visto che salari, stipendi e pensioni, se anche aumentano, non seguono neppure il passo dell´inflazione ufficiale. Conseguenza pressoché inevitabile è una contrazione dei consumi. E infatti è la stessa Istat a rilevare che nei primi otto mesi dell´anno la dinamica dei prezzi al consumo è rimasta relativamente elevata, «se valutata all´interno del contesto macroeconomico ed in particolare alla luce della perdurante debolezza della domanda per consumi».
          Consumi anemici, indeboliti sempre di più dagli aumenti dei prezzi, che si accompagnano, quasi paradossalmente a ulteriori rincari, alimentati, secondo la denuncia dei consumatori, dai troppi passaggi, a rischio di speculazione, tra la produzione e la vendita al dettaglio dei prodotti e dalla scarsa concorrenza nel settore dei servizi, con le banche e le assicurazioni per l´auto in cima alla lista dei colpevoli. Tendenze queste che non sembrano affievolirsi. L´Intesa dei consumatori stima un aggravio aggiuntivo per le famiglie italiane pari in media a 1.436 euro da agosto all´inizio del 2004. Come se non fossero stati già abbastanza i 1.381 euro in più che si sono già abbattuti sulle famiglie italiane dai primi dell´anno alla fine di luglio.