Gi group, count down verso Piazza Affari

18/03/2011

Diventare un`azienda globale e quotarsi in Borsa sono i traguardi di Gi group per il 2012. Il primo gruppo italiano nella somministrazione di lavoro e terzo dopo l`americana Manpower e la franco-svizzera Adecco con l`11% del mercato domestico chiude l`anno con 800 milioni di euro di fatturato. Torna così ai livelli pre-crisi grazie alla volata di Brasile (+124%), India (+95%), Cina (+89%), Romania (+112%) e Polonia (+51%). Ma anche l`Italia, zoccolo duro con il 75% del giro d`affari, si difende con una crescita doppia rispetto all`andamento del mercato (+30%). Le richieste di manodopera in affitto sono arrivate per il 39% dall`industria, per il 25% dal commercio e per il 10% dai servizi a supporto delle imprese, con una media di 41 giorni a missione. Ma se in Italia l`obiettivo è di consolidamento, la vera sfida è la crescita all`estero. Oggi il giro d`affari internazionale è arrivato a un quarto del totale, ma già per il 2011 si prevede qualche punto percentuale in più, con una chiusura complessiva di oltre 1 miliardo di euro, escluse eventuali acquisizioni. Il gruppo ha in programma di entrare in nuovi mercati come il Perù, la Colombia e il Cile in America Latina; in Svizzera e Gran Bretagna, in Russia e nella Repubblica Ceca e intende rinforzare la propria presenza negli altri Paesi. E a dicembre è entrata nel Ciett, la confederazione internazionale delle agenzie per il lavoro, come Multiregional corporate member, unica agenzia per il lavoro italiana ammessa per presenza diretta in almeno tre continenti. «Ora il vero cambiamento sarà il passaggio da azienda internazionale a impresa globale, con soluzioni di gruppo per le multinazionali. Così, per esempio, vogliamo fare dell`inglese la lingua ufficiale: in Italia operazione non banale», precisa Stefano Colli-Lanzi, ad Gí group. Negli ultimi tempi il gruppo ha puntato sulla formazione anche a livello manageriale, sfruttando i contratti di solidarietà introdotti nell`aprile 2009, i quali, riducendo a tutto il personale le ore di lavoro, ha però liberato energie per la formazione (per oltre il 60% finanziata da Fondimpresa). «Abbiamo
usato la formazione come leva strategica, con 12 mila ore di aula contro le ordinarie mille all`anno. Abbiamo rinforzato
soprattutto le competenze manageriali dei nostri commerciali e la capacità di leggere e anticipare un mercato che non cresce più come una volta», commenta Colli-Lanzi. E, grazie alla ripresa della seconda metà del 2010, Gi group a ottobre ha potuto sospendere il regime della solidarietà in anticipo di sei mesi. Oltre alla somministrazione di forza lavoro a tempo, l`ad ha potenziato altri servizi nel settore, come la ricerca e selezione del personale e l`outplacement
(ricollocazione professionale) attraverso la società Dbm. Inoltre, partendo dal «laboratorio Italia», ha introdotto nuovi servizi come Restart, società che offre consulenza nei processi di riconversione industriale che puntino al mantenimento dell`occupazione. E ora parte C2C con un attività di direct marketing e promozioni da un lato e di gestione del personale dall`altro. In pratica, la società gestirà la forza lavoro necessaria per le campagne promozionali sul territorio, dal reclutamento al coordinamento.