Gesip, la rivolta invade il centro Festino, la Regione tende la mano

15/04/2011

Palermo – LA RABBIA dei dipendenti della Gesip ieri ha valicato i confini di Palazzo delleAquile e, dopol`occupazione di Saladelle Lapidi da parte di due lavoratrici e le file di cassonetti rovesciati per bloccare il traffico ai Quattro Canti e in via Roma, è esplosa direttamente sotto casa del sindaco Cammarata, in via La Lumia. Fino a tarda sera, sulla trattativa in corso a Roma per ottenere la firma di un decreto con i 40 milioni di euro promessi da Berlusconi per il salvataggio della Gesip, non sono filtrate notizie. «Il sindaco doveva darci risposte, la trattativa è nelle sue mani. Dal 10 maggio duemila famiglie non avranno più un futuro», hanno sibilato ieri i rappresentanti sindacali.
Un pomeriggio d`assedio, con scene di guerri gliaurbanain tutto il centro. Ieri erano in trecento. Solo un assaggio: oggi l`appuntamento è alle 8 in piazza Croci, per un corteo che raggiungeràPalazzo delleAquile. Ci saràl`intero bacino di operai Gesip, la societàche cura, fra l`altro, la pulizia delle scuole e i servizi cimiteriali. La decisione diricorrere a iniziative di lotta dura, finora accantonate in attesa delle trattative romane, è stata presa dopo un incontro al Comune. Il direttore generale Gaetano Lo Cicero e l`assessore alle Società partecipate, Giuseppe Genco, hanno ricevuto a Palazzo Palagonia le delegazioni di Cgil, Cisl, Uil, Ubs, Alba, Cisal e Conflavoratori, assieme a 15 dipendenti. «Appena hanno sentito che non avevamo novità, sono andati via», racconta Genco. Un flop,
come riferisce Sandro Cardinale, rappresentante di Ubs (ex Rdb): «Ci siamo seduti e subito alzati perché non ci hanno raccontato nulla di concreto. A fine aprile finiscono i soldi: questa è la nostraunica preoccupazione. Se non abbiamo futuro, è inutile tenere tavoli tecnici per parlare di riorganizzazione del lavoro. Se oggi il sindaco non ci riceverà, da lunedì faremo sciopero e bloccheremo tutti i servizi». Due delegate sindacali diRdb, Danila Piraino e Giusi Marasà, sono riuscite a salire a Palazzo delle Aquile, a occupare l`aula consiliare e a stendere uno striscione alla finestra. Gli altri si sono piazzati per strada, bloccando il traffico agli incroci di corso Vittorio Emanuele, con la polizia schierata. E in corteo si sono poi diretti sotto l`abitazione del sindaco. «Era inevitabile che scoppiasse la protesta – dice Adele Cinà, segretaria della Filcams-Cgil – A due settimane dall`incontro in prefettura, oggi aspettavamo un riscontro agli annunci fatti. Il silenzio è un atteggiamento da irresponsabili». E col Comune a corto di soldi, dopo il dietrofront dellaRegione che non ha previsto nemmeno un euro per il Festino di Santa Rosalia, anche la festa del 14 luglio rimane in stand-by. «I1Festino non si tocca. Cammarata ha messo la città in ginocchio. Ma l`assessore al Turismo riveda la scelta», dice il capogruppo del Pd all`Ars, Antonello Cracolici. E il collega Davide Faraone incalza: «L`unica certezza è che il Festino si deve fare: resti fuori dalle beghe politiche tra Comune e Regione». Un punto fermo nella querellel`hamesso in seratail direttore regionale dell`assessorato al Turismo, Marco Salerno: «La polemica è inutile. Il Comune presenti la documentazione e una lettera di chiarimenti: saremo pronti a sederci a un tavolo per trovare le somme. Il provvedimento che ha estromesso Palermo è frutto di una circolare e quindi si può ridiscutere».