“Germania” Il sindacato alza bandiera bianca sul nuovo welfare di Schroeder

15/02/2005

    martedì 15 febbraio 2005

      Pagina 27 – Economia

        LA GERMANIA
        Dopo mesi di contrasti il leader della Dgb, Sommer, prende atto dell´ineludibilità della riforma
        Il sindacato alza bandiera bianca sul nuovo welfare di Schroeder
        "Serve un dibattito all´interno delle organizzazioni sindacali su come modificare lo Stato sociale per adattarlo alla nuova realtà"
        Alle radici della svolta soprattutto la forte emorragia di iscritti: la maggioranza dei tedeschi non appoggia le proteste contro i tagli

          DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
          ANDREA TARQUINI

            berlino – I sindacati tedeschi ci ripensano. Dopo aver passato quasi un anno a cavalcare la tigre del malcontento contro le riforme e i tagli al welfare, ammettono per la prima volta che non c´è ormai alternativa alla via riformatrice-modernizzatrice imboccata dal governo del cancelliere Schroeder.

            Al massimo, si possono ottenere modifiche sui dettagli, ma non sulla impostazione di fondo del Grande disegno di riforma.

            Le dichiarazioni vengono dal massimo livello. Cioè in un´intervista del leader della confederazione sindacale Dgb, Michael Sommer, all´influente settimanale Der Spiegel. Sommer, finora, si era distinto come uno dei critici più severi del piano di riforme del cancelliere. Per questo la sua intervista appare quasi come la decisione di alzare bandiera bianca. In ogni caso, disinnesca il conflitto tra le due anime della sinistra tedesca, quella tradizionale incarnata appunto dai sindacati e quella tecnocratica-riformatrice che ha in Schroeder il suo leader.

            Per i sindacati, dice Sommer, è giunto il momento di prendere atto che il potere politico vuole ridurre la generosa rete del welfare tedesco a un sistema minimo di previdenza-base. Ed è anche ora che i sindacati «traggano le dovute conclusioni» dagli sviluppi politici, ma anche economici e sociali che hanno cambiato la realtà.

            L´autocritica e l´andata a Canossa sono evidenti. Secondo Sommer, «lo sviluppo demografico, con l´aumento dell´età media (e quindi l´aumentato costo del sistema pensionistico), il permanere di una alta disoccupazione di massa in Germania e le nuove sfide che la globalizzazione pone all´economia nazionale hanno cambiato a fondo il quadro tedesco ed europeo. Di conseguenza i sindacati «devono aprire un dibattito anche al loro interno.

            Devono chiedersi quali compiti dello Stato sociale potranno essere garantiti anche in futuro e come le strutture del welfare andranno modificate per adattarle alla realtà nuova».

            E´un linguaggio del tutto nuovo da parte del vertice sindacale tedesco, dopo quasi un anno di proteste di piazza contro il pacchetto di riforme e tagli al welfare denominato `Hartz 4´, dal nome dell´ex capo del personale di Volkswagen, autore del progetto di riforme per conto del cancelliere. «Possiamo e dobbiamo andare a una riduzione delle spese della previdenza», dice Sommer. Pur aggiungendo che sarà necessario un maggior gettito fiscale in futuro per garantire la finanziabilità del welfare, anche ridotto.

              L´ultima fase delle riforme in particolare riduce i sussidi di disoccupazione al livello degli assegni-povertà, molto più bassi del 60-70 per cento dell´ultima paga media percepita, che era il livello versato fino a dicembre ai disoccupati.

              Una causa importante della svolta moderata del Dgb, spiega Sommer, è il drammatico calo di seguito subìto dal sindacato. La maggioranza della società tedesca non appoggia le proteste contro tagli volti – secondo il governo – a ridurre il welfare per garantirne la sopravvivenza in futuro. L´anno scorso, il Dgb a detta di Sommer ha perso ben 350 mila militanti. L´emorragia alla base sembra non arrestarsi, «e stiamo scendendo pericolosamente vicini alla soglia di sette milioni di iscritti», soglia che psicologicamente è importante, come segnale di crisi, nella storia del movimento dei lavoratori in Germania. La protesta contro le riforme di Schroeder viene così sconfessata dalla più forte tra le organizzazioni che l´avevano finora appoggiata.