Genova. Telecamere in spogliatoio condannati i dirigenti Ikea

08/02/2002







Impianti audiovisivi "per individuare chi rubava"
Telecamere in spogliatoio condannati i dirigenti Ikea


VINCENZO CURIA




LA DIRIGENZA dell’ipermercato �Ikea Italia spa�, di Cornigliano – cinque persone, con incarichi di responsabilit� – � stata condannata dal giudice Massimo Todella al pagamento di un’ammenda, per avere consentito l’installazione negli spogliatoi – maschile e femminile – del personale un impianto audiovisivo (con due telecamere) senza un preventivo accordo con le rappresentanze sindacali e comunque in violazione della normativa sulla tutela dei lavoratori. Piuttosto modesta la sanzione – un milione di lire a testa – ma il verdetto � significativo per ovvii motivi.
Il magistrato, che ha fatto proprie le tesi del pm Giovanni Arena, non ha tenuto in alcun conto le giustificazioni degli imputati, tutti concordi nel negare che l’impianto fosse finalizzato alla registrazione delle conversazioni dei dipendenti. Dichiarazioni in evidente contrasto con quanto denunciato: cio� che i superiori gerarchici venivano invece sempre a conoscenza delle opinioni scambiate negli spogliatoi. N� � stata presa in considerazione la rimozione delle apparecchiature a seguito delle ferme prese di posizione dei sindacati.
La punizione riguarda l’amministratore delegato dell’�Ikea� Carleric Hagestrom (64 anni), Edoardo Carpoceci (35 anni) e Carlo Galli (42 anni) – rispettivamente, responsabili del punto vendita e della sicurezza aziendale -, Agatino Cozzi (64 anni), consigliere di amministrazione e Roberto Monti (39 anni), ex �store manager�, a quanto pare la persona che ordin� l’installazione delle telecamere, oggi non pi� in organico.
Secondo l’esposto presentato dagli avvocati Carlo Golda, Carlo Ciminelli e Fabio Depanis, su mandato dei segretari provinciali e Regionali dei sindacati. La sconcertante scoperta si deve al �casuale� ritrovamento di una videocassetta nell’ufficio riservato alle Rappresentanze Sindacali Unitarie. Il filmato provava che le telecamere consentivano il controllo dell’intero spogliatoio. Nella denuncia si legge, inoltre, che le stesse erano collegate a un videoregistratore e ad altri apparecchi installati nell’ufficio del direttore del personale. I lavoratori, nel corso di numerose assemblee, espressero indignazione e preoccupazione. Per la cronaca: gli apparecchi, installati nel settembre 1999, furono rimossi nel successivo dicembre.