Genova: Rinascente getta la spugna “Mai più a De Ferrari”

28/04/2001

28 Aprile 2001
Sabato 28 aprile 2001









 
"Non lasceremo comunque questa città" Dopo il ricorso al Tar contro l’insediamento del colosso vinto da commercianti e Carige
Rinascente getta la spugna "Mai più a De Ferrari"


BRUNO PERSANO


La Rinascente abbandona. Dopo il no del Tribunale amministrativo, la direzione della società commerciale getta la spugna. Non vuole imbarcarsi in una battaglia legale infinita. Preferisce la ritirata: abbandonare l’idea di trasferirsi nel palazzo della Fondiaria in piazza de Ferrari. I dodici commercianti che si erano coalizzati insieme alla Carige contro il colosso da diecimila 350 miliardi all’anno, hanno vinto. Forse neppure credevano di fare lo sgambetto al Golia della distribuzione commerciale. I negozianti sostenevano che se la Rinascente avesse abbandonato via XII Ottobre, quell’angolo di strada sarebbe morta. I clienti avrebbero preso una strada diversa e loro sarebbero affogati. La Carige aveva anche un’altra preoccupazione: temeva di rimanere a lungo con un immobile sfitto. Il giudice che ha dato ragione ai ricorrenti, di flussi commerciali e di mercato immobiliare non ha parlato nella sua sentenza di metà marzo. Ha detto piuttosto che il trasferimento non poteva essere fatto perché nella nuova sede non ci sarebbero stati i parcheggi. Aveva aggiunto che qualsiasi lavoro di ristrutturazione avrebbe danneggiato l’architettura originale e che la variante al Piano regolatore promossa dal consiglio comunale per il nuovo insediamento era illegittima. Il progetto di ristrutturazione è troppo invasivo, scrisse il giudice. È previsto «il completo sventramento interno del palazzo mediante modificazione di tutti e sette i piani che lo compongono nonché l’inserimento di nuovi imponenti impianti tecnologici. La peculiarità del palazzo de La Fondiaria Assicurazioni, invece, alla stregua degli altri palazzi che compongono lo splendido quadro piazza, è tale che la parte interna e quella estera sono tra loro complementari e inscindibili. Le modifiche dell’una sicuramente andrebbero ad incidere sulle altre, rompendo l’unitarietà storico estetica della struttura», che invece deve essere tutelata. Poi manca il parcheggio. La Rinascente ha sempre ribattuto che di parcheggi pubblici, intorno la piazza, ce ne sono in quantità. «Ma se si accogliesse questa tesi – scrisse il giudice – non si dovrebbe mai imporre la realizzazione di alcun parcheggio pertinenziale (annesso al grande magazzino). Ciò sarebbe contrario non solo alla legge statale ma al Piano regolatore 1980 del Comune e alle norme della Regione». Dovrebbero essere realizzati invece 5.000 metri quadrati di parcheggio. I legali della Rinascente avrebbero potuto fare appello in Consiglio di Stato, ingaggiare una guerra legale anche se non sarebbe stata sicura la vittoria. «La legge regionale che impone i parcheggi – dicono gli avvocati della Rinscente – è stata promulgata dopo l’impugnazione degli atti». Sarebbe stata una battaglia di interpretazione legale che il gruppo milanese ha deciso però di non intraprendere.
Nel palazzo della Fondiaria i lavori neppure erano iniziati. Sono state demolite le vecchie pareti divisorie, gli impianti elettrici e quelli di condizionamento ma nessun grande lavoro di ristrutturazione è stato avviato. I vecchi inquilini hanno già lasciato o sono con le valigie in mano: gli uffici della Fondiaria, proprietaria dell’immobile, hanno abbandonato il palazzo da tempo. I fratelli Cosulich, agenti marittimi, sono da un anno a Porto antico. Gli ultimi a partire saranno gli impiegati della Nolarma Dry Cargo, agenzia di brokeraggio marittimo, che prevedono di lasciare gli uffici a fine giugno. Da quest’estate, unici inquilini del palazzo saranno, a piano terra, tre negozi: di oreficeria, un’agenzia di viaggi e un’immobiliare.
La Rinascente avrebbe occupato quattromila settecento metri quadrati, più o meno la superficie occupata oggi in via XII Ottobre, nella speranza di aumentare il già buon fatturato di venticinque miliardi che ogni anno la filiale di Genova iscrive a bilancio.
Un contratto d’affitto vero e proprio tra la Fondiaria e la Rinascente, non era stata ancora stipulato; vigeva un patto tra gli uffici commerciali che non prevede oggi, mutate le condizioni di interesse, il pagamento di alcuna penale per la Rinascente.
Ai dirigenti marketing del gruppo milanese resta ora il compito di verificare l’opportunità di ristrutturare la sede odierna in via XII Ottobre. Di certo, la Rinascente non lascerà Genova: «Non è intenzione del Gruppo lasciare la città. Se ci fossimo trasferiti in piazza de Ferrari – ammettono amareggiati a Milano – sarebbe stata un’operazione di immagine che avremmo certamente preferito. Peccato; anche per Genova».