Genova. Mensopoli due, lo scandalo si allarga

25/05/2006
    gioved� 25 maggio 2006

    Pagina VII – Genova

    LA STORIA

      Nuovo filone dell�inchiesta sulle tangenti per la ristorazione, che aveva portato in carcere il capo di Gabinetto della Regione

      Mensopoli due, lo scandalo si allarga

        Nel mirino due anni di appalti, perquisiti Comune e Galliera

          Massimo Calandri
          Marco Preve

            CON una serie di perquisizioni in alcuni uffici del Comune e del Galliera, ieri mattina si � clamorosamente aperto un nuovo fronte di Mensopoli, l�inchiesta sulle presunte tangenti pagate per la nuova mensa dell�ospedale e per la preparazione dei pasti in alcune scuole genovesi.

            Nel mirino della Procura del capoluogo ligure ci sono adesso anche le procedure che hanno portato alle assegnazioni degli appalti negli ultimi due anni: gli investigatori della polizia giudiziaria del tribunale hanno sequestrato contratti, fatture, capitolati d�appalto e tutta la documentazione relativa ai bandi di gara del periodo 2003-2005.

            Un anno fa erano stati arrestati Carlo Isola, manager del Comune e per una sola settimana capo di gabinetto della Regione, a suo tempo direttore dell�Unit� Organizzativa Gare e Contratti, insieme con Giovanni Cazzulo, direttore amministrativo del Galliera e Roberto Galiani, mobility manager dell�ospedale e responsabile del progetto mensa. Secondo i magistrati di Verona, titolari di una pi� ampia indagine su fondi neri, i tre genovesi – soprannominati �Omino�, �Coniglio� e �don Pietro� – erano rimasti coinvolti in un ampio giro di bustarelle, elargite nel corso degli anni dai vertici della Gama, societ� specializzata nella gestione di mense pubbliche. I giudici del Tribunale del Riesame di Venezia avevano annullato le misure cautelari, ma le accuse veronesi sono rimaste. E in attesa di nuovi sviluppi giudiziari, il pm Francesco Pinto si � dedicato con attenzione al �filone� genovese. Interrogando altri indagati come Orazio Carraro di Torriglia, grande accusatore di isola. E riflettendo sul fatto che uno dei personaggi-chiave della vicenda – Mario Rossi, capofila della Gama: l�uomo che secondo Carraro consegnava materialmente il denaro ai genovesi – era diventato nel 2003 direttore commerciale di un�altra grande azienda di ristorazione. La Copra di Piacenza. Ditta che da allora a Genova ha preso il posto proprio della Gama di Verona, vincendo gli appalti per il catering nelle mense scolastiche e al Galliera.

            Il pubblico ministero ha una tesi – Rossi a Genova ha pagato delle tangenti per far vincere gli appalti alla Gama – e due certezze: Rossi � passato alla Copra, da allora la Copra � subentrata negli appalti genovesi alla Gama. Ce n�� abbastanza per dare un�occhiata alle procedure adottate dal Comune e dall�ospedale del capoluogo ligure. Francesco Pinto ha naturalmente ordinato una serie di perquisizioni anche negli uffici piacentini della Copra e a casa di Rossi, manager di 44 anni che vive a Sirmione in provincia di Brescia.